Milan, è proprio Ibra il centravanti che cercavi
Stefano Maraviglia
Tanto nerboruto, quanto leggiadro, tanto panzer, quanto rifinitore, è dai tempi di Marco van Basten che il Milan non vanta in rosa un elemento come Zlatan Ibrahimovic. A memoria si stenta a trovare elementi simili con la maglia rossonera. Kluivert (flop a parte) era molto diverso, così come Bierhoff, Weah, Shevchenko, Inzaghi, Borriello e Huntelaar. Tutti centravanti che per conformità fisica o caratteristiche tecniche, sono risultati lontani parenti del n.11 tutto estro e fisicità.
Il parallelo con l'olandese che ha incantato San Siro e il Mondo, anche per ammissione dello stesso Ibra è forse forzato, ma dire che c'è un certo legame tra i due non è assolutamente peccaminoso. Il match di ieri ha confermato tali impressioni, la facilità di dribbling, la tempestività dell'ultimo passaggio, sono state mostrate a più riprese dall'asso ex Barça, che pur vantando numeri (per quanto riguarda le reti siglate), inferiori a quelli fatti registrare da Van Basten, sicuramente a suo modo riesce a scaldare l'animo di una tifoseria raffredatosi da tempo. Due reti alla prima in Champions, due segnature in due match con la casacca rossonera, l'inizio è stato più roseo di quanto ipotizzabile. Messi da parte gli imbarazzi di Cesena, dove il tocco in più ha reso velleitaria più di un'azione, contro l'Auxerre si è visto un Milan effettivamente più cattivo sotto porta, cattiveria agonistica che Zlatan Ibrahimovic pare abbia ritrovato e conservato anche per il post-partita, quando ad Arrigo Sacchi ha "chiesto" meno chiacchiere pubbliche ed un eventuale confronto diretto.


