La rapida scalata di KPB: l'uomo in più di questo Milan
Matteo Calcagni
In estate in molti avevano storto il naso per l'acquisto di Kevin-Prince Boateng: non certo per il valore del giocatore, ma per la formula d'acquisizione in collaborazione con il Genoa di Preziosi. Quello che in tanti non si aspettavano era l'impatto del ghanese-tedesco nell'undici rossonero: un giocatore completo, capace di effettuare alla perfezione la doppia fase e, soprattutto, in grado di inserirsi senza palla partendo sia da lontano sia da lontanissimo. La prima rete di Ibrahimovic contro l'Auxerre, arrivata in un momento cruciale della gara, è arrivata proprio per un inserimento di "Ghetto Kid", capace di correre senza il pallone dal cerchio di centrocampo e, in perfetta lucidità, spizzare il cross di Ronaldinho per il prontissimo Zlatan. Per poter giocare Prince non ha dovuto attendere tanto ma, in ogni caso, sono state "necessarie" diverse causali, come la prova insoddisfacente di Rino Gattuso a Cesena e l'infortunio rimediato da Massimo Ambrosini nel corso del primo tempo. Boateng, contro il Catania, sarà titolarissimo e, a questo punto, Allegri è ben conscio che fare a meno di un giocatore del genere è praticamente impossibile.
All'interno di un centrocampo, sì molto tecnico, ma anche decisamente statico come quello del Diavolo, l'ex Portsmouth è in grado di offrire una svolta alla gara, aggredendo gli avversari e servendo i compagni con cura e velocità. Non stiamo parlando del nuovo Essien o del nuovo Gerrard, questo è ovvio, ma il ventitreenne ghanese ha un potenziale enorme e, in questo Milan, il suo contributo è veramente fondamentale, quasi più importante rispetto ai decorati acquisti in attacco. Ora Prince, dopo un esordio con i fiocchi in Champions League, è chiamato a ripetersi contro i rossoblù di Gianpaolo, alla sua prima gara da titolare in rossonero: un banco di prova importante che, considerando la sua grinta e determinazione, interpreterà con assoluta dedizione. Tutti i rossoneri hanno finalmente scoperto KPB, adesso è giunto il momento di sostenersi e vincere insieme, grazie anche al roccioso centrocampista multi-etnico, l'uomo in più di questo Milan.


