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Giampaolo in confusione e senza più alibi. Così scontenta tutti: tifosi, giocatori e chi lo ha scelto

17.09.2019 00:00 di Alberto Cerruti    per milannews.it   articolo letto 1527 volte
Giampaolo in confusione e senza più alibi. Così scontenta tutti: tifosi, giocatori e chi lo ha scelto

Stavolta non è bastato nemmeno il risultato, un cerotto che storicamente copre qualsiasi ferita. Perché il Milan che ha battuto 1-0 su rigore il neopromosso Verona ha giocato per quasi 80 minuti, recuperi compresi, in superiorità numerica, ma soprattutto perché ha tenuto in partita fino all’ultimissimo secondo la squadra di Juric che avrebbe meritato il pareggio. Adesso è fin troppo facile prevedere un derby sbilanciato a favore dell’Inter, che la primavera aveva già mandato in crisi il Milan di Gattuso. Prima di temere un’eventuale sconfitta sabato sera, bisogna però analizzare i problemi del presente che sarebbe sbagliato liquidarli con le solite scuse. Durante il precampionato la colpa delle difficoltà era dei carichi pesanti in fase di preparazione. Poi, dopo la prima sconfitta senza nemmeno un tiro in porta contro l’Udinese (che tra l’altro da allora ha sempre perso) tutti avevano ricordato che Giampaolo aveva bisogno di tempo. Peccato che dall’inizio del ritiro estivo siano già passati due mesi e degli insegnamenti del “maestro” Giampaolo non c’è la minima traccia. Tre partite non sono trenta, d’accordo, ma se tre indizi costituiscono una prova non è esagerato dire che il Milan di Giampaolo rimane una grossa incognita, più punto interrogativo che esclamativo. La “mano dell’allenatore”, come si dice in questi casi, non si vede. E pensando al derby, visto che il Milan - purtroppo – non ha impegni in Europa al contrario dell’Inter, sono finiti anche gli alibi per Giampaolo. Il tecnico, infatti, sembra in confusione per le sue scelte contraddittorie che hanno già irritato, o nella migliore delle ipotesi non hanno convinto, i tifosi, i giocatori e i dirigenti che lo hanno voluto, anche se Boban e Maldini hanno il diritto e il dovere di difendere Giampaolo, come faceva sempre Galliani con gli allenatori in difficoltà.

Quello che manca non è tanto il bel gioco, per la verità invisibile anche nella Juventus di Sarri o nell’Inter

capolista di Conte, ma la coerenza di Giampaolo che sembra sfidare tutti con le sue idee da “talebano” quale si è autodefinito. Che senso ha, infatti, escludere inizialmente non uno, ma tutti e sei i nuovi acquisti, per la prima volta a disposizione in panchina a Verona? A Udine aveva schierato giocatori fuori ruolo, contro il Brescia aveva lasciato inizialmente in panchina Piatek e Paquetà, mentre domenica ha rilanciato Biglia, escludendo Bennacer che tutti avevano elogiato. In campo così è andato lo stesso Milan di Gattuso, che però ha giocato peggio di un anno fa. E se tutti hanno detto che era stato un capolavoro arrivare al quinto posto con quella squadra, come può pensare Giampaolo di migliorare il Milan senza inserire i rinforzi? Così oltre ai tifosi, giustamente delusi, si arrabbiano anche i giocatori che non comprendono le mosse del tecnico. E soprattutto non può essere contenta la proprietà, perché se i nuovi acquisti stanno in panchina era inutile spendere altri soldi per acquistare da un minimo di una a un massimo di sei riserve. Inoltre, come se non bastasse tutto ciò, è imbarazzante la diagnosi del tecnico, dopo l’1-0 di Verona, secondo il quale il Milan “ha fatto la partita che doveva fare”. Una frase che poteva dire l’allenatore del Verona. Oppure, per fare un riferimento non a caso, l’allenatore della Sampdoria. Non l’allenatore del Milan che ha rischiato anche con un uomo in più.


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