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Boban stia con Giampaolo. Piatek e Paquetà: abbassare la testa e pedalare. Troppi equivoci, serve chiarezza per non ripetere gli errori di Montella

20.09.2019 00:00 di Luca Serafini    per milannews.it   articolo letto 1168 volte
Boban stia con Giampaolo. Piatek e Paquetà: abbassare la testa e pedalare. Troppi equivoci, serve chiarezza per non ripetere gli errori di Montella

L'ultimo Montella finì disorientato dall'arrivo di Bonucci e da un modulo difensivo da reinventare, finendo sballottato da un turbinio di formazioni diverse e stritolato dai risultati, con un ineluttabile sorrisino sul volto. Gattuso scelse 11 titolari e lavorò su quelli, affidandosi poi a qualche rallentato cambio chirurgico, trovando comunque una quadra. Giampaolo, dice Boban, è in ritardo sulla tabella di marcia e uno dei problemi forse è proprio questo. Bisogna che l'allenatore scelga una formazione titolare e lavori su di essa, dando certezze e punti di riferimento intorno ai quali realizzare la sua idea di gioco. Gli esperimenti hanno una logica e una filosofia, ma hanno bisogno di tempo e pazienza. Elementi che si è disposti a concedere solo attraverso i risultati, anche se - come a Verona - arrivano attraverso prestazioni contraddittorie e per nulla convincenti. Il succedersi di allenatori con la (triste) frequenza dei governi italiani, ha la costante di una rosa non ancora all'altezza delle ambizioni. Sono i giocatori alla fine a determinare la fortuna dei tecnici e non viceversa. Nonostante un'ossatura collaudata da almeno 3 stagioni, l'andazzo non cambia, dunque è evidente che la qualità della rosa dovrà essere ancora migliorata. Altrimenti si finisce con l'inghiottire i talenti con le migliori prospettive (Piatek, Paquetà) nella spirale della mediocrità. Troppi equivoci in queste prime 3 giornate, troppi spostamenti di ruolo, troppo duro l'impatto con giocatori che costituivano un'incoraggiante certezza. Niente di grave, ma ora serve raddrizzare la rotta. E a Piatek dico che dopo un gol arrivato al termine di una lunga astinenza, sarebbe meglio esultare con gioia senza gesti polemici, per poi presentarsi sorridenti alla stampa e dare spiegazioni con serenità. Così come è meglio che Paquetà non affidi solo ai social emozioni e sensazioni, ma si confronti con l'allenatore da adulto responsabile e professionista. 

Ho apprezzato e apprezzo il silenzio invalicabile di Maldini e Boban durante tutta la sessione di mercato e, in fondo, mi sta bene anche il prolungamento di questa discrezione alla stagione agonistica. Non è necessario parlare, bisogna lasciarlo fare al campo, sebbene dopo spettacoli come quello di Udine sarebbe opportuna una frase di incoraggiamento. Per l'ambiente. Se però questo silenzio, esteso anche a questioni delicate come gli arbitraggi o i cori e i buuu di Verona all'indirizzo di Kessie, viene rotto solo per precisare che ci si aspettava di essere un po' più avanti sul piano del gioco a questo punto della stagione. rimango perplesso. Maldini e Boban hanno scelto Giampaolo nello scetticismo e nelle perplessità generali: ora questa scommessa devono sostenerla, proteggerla, difenderla, incoraggiarla con ostinazione e fiducia. Le loro (poche) frasi regalate ai media dovrebbero, devono andare rigorosamente in questa direzione. E' una condizione insindacabile per la riuscita della stagione.

Ora sotto con il derby. Nessuno perde mai prima di giocare. Basterebbe giocarlo meglio degli ultimi 2 per corroborare la speranza di tornare a vincerlo, contro ogni pronostico.    


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