Il Milan non decolla
Davide Bin
Niente da fare: dopo il Cesena, anche il Catania riesce a fare un figurone contro il Milan e a strappare un risultato positivo; se si aggiunge a questo quadro già poco confortante l'ora abbondante di stenti e di rischi nella partita di Champions contro l'Auxerre, si può ben capire che la prima settimana del Milan targato Ibrahimovic è stata tutt'altro che trionfale e che la squadra stenta a decollare, soprattutto in campionato, nonostante abbia come sponsor una compagnia aerea. Battute a parte, bisogna subito mettere in risalto che anche contro il Catania i rossoneri hanno mostrato gli stessi difetti delle partite precedenti: manovra d'attacco troppo lenta e prevedibile, mancanza di ritmo, attaccanti troppo larghi e poco incisivi, troppo spazio concesso alle ripartenze degli avversari quando ci si sbilancia troppo e, soprattutto, si portano troppi uomini nell'area avversaria, intasando la zona d'attacco e lasciando troppo sguarnita la difesa. Ancora una volta il Milan ha concesso troppe occasioni agli avversari e creato troppo poco in attacco e quando ad un certo punto del primo tempo la statistica dei tiri in porta era nettamente a favore del Catania, con i rossoneri già in svantaggio, si è definitivamente capito che c'è qualcosa che non va in questo Milan, perchè tre prestazioni simili, pur con risultati diversi, sono indizi che fanno una prova, ovvero dimostrano che il Milan di Allegri non è ancora lo squadrone che si pensava e sognava e che l'allenatore dovrà lavorare sodo per correggere gli errori che stanno penalizzando prestazioni e risultati.
Come ampiamente prevedibile, San Siro non è pieno e mostra i consueti vuoti da campionato ai quali ci siamo abituati già nella scorsa stagione; in fondo le cifre degli abbonamenti sono eloquenti, visto che le tessere sottoscritte per il campionato sono la metà di quelle di coppa; inoltre su Milano si è scatenato un autentico acquazzone e non è certo la serata ideale da trascorrere allo stadio: la pioggia, spinta dal vento, bagna gli spettatori nonostante la copertura e sembra di essere già in inverno anche se in fondo è ancora l'ultimo week-end estivo. Per fortuna con l'avvicinarsi dell'orario di inizio della partita la pioggia diminuisce di intensità e si riesce a giocare su un terreno in buone condizioni. Con Ambrosini e Pato già fuori causa per gli infortuni rimediati mercoledì contro l'Auxerre, Allegri deve rinunciare anche a Robinho, convocato ma poi non portato nemmeno in panchina; ci sono buone notizie almeno in difesa, visto che si ricompone la coppia Thiago Silva-Nesta; così Bonera può tornare e destra al posto di Zambrotta, mentre a centrocampo l'ottimo Boateng viene confermato al fianco di Pirlo e Seedorf e in avanti c'è un tridente "anomalo" con Inzaghi insieme a Ibra e Ronaldinho.
Sospinto dall'incessante tifo della Sud, il Milan prova a fare la partita, ma il gioco è lento e prevedibile, le punte sono leziose e poco concrete e il Catania non soffre molto, pur lasciando l'iniziativa ai rossoneri come da copione; anzi sono proprio i siciliani a rendersi pericolosi per primi e a riempire il tabellino della cronaca più dei rossoneri, anche se l'occasione più colossale capita sui piedi di Inzaghi che si divora un gol già fatto, una di quelle reti che segnerebbe anche ad occhi chiusi e che, invece, sbaglia clamorosamente. Nelle serate già di per sè scialbe, può capitare anche che gli avversari peschino il jolly dal mazzo e ti mettano ancor più in difficoltà ed è quello che accade quando Capuano si avventa su un pallone vagante sulla trequarti e si inventa un meraviglioso tiro al volo che fulmina l'incolpevole Abbiati andando ad insaccarsi a fil di palo. Eurogol, tiro della domenica (anche se è sabato...), colpo di fortuna o prodezza; chiamatelo come volete ma sta di fatto che il Milan è in svantaggio come a Cesena e fatica a reagire, al punto che è il Catania ad avvicinarsi al raddoppio più che i rossoneri al pareggio: davanti ad Abbiati si trema spesso, per il solito contropiede fulminante o per il vizio di lasciarsi sorprendere sui palloni alti, mentre per Andujar c'è poco lavoro, nonostante in area piovano molti palloni che nessuno sfrutta a dovere. Per fortuna ci pensa il solito Inzaghi allo scadere del tempo, raccogliendo sul filo del fuorigioco un traversone di Ronaldinho e insaccando alle spalle del portiere. Finalmente si può esultare dopo tanta sofferenza, anche perchè raddrizzare la partita proprio pochi secondi prima dell'intervallo è un'ottima cosa dal punto di vista psicologico e potrebbe tramortire gli avversari.
In avvio di ripresa il Milan prova a sfruttare il momento favorevole e costruisce subito una buona azione (tacco di Ibra, tiro di Seedorf respinto dal portiere); sembra l'inizio dell'assedio vincente e, invece, i rossoneri non riescono a dare continuità al gioco d'attacco, nonostante un indemoniato Boateng che corre dappertutto e dà una mano in ogni reparto, meritandosi ancora una volta applausi e ovazioni del pubblico e un posto fra i migliori in campo. Il Catania progressivamente si chiude a difesa del risultato positivo e ciò intasa ancora di più gli spazi ad un Milan che non trova il bandolo della matassa e fatica a rendersi pericoloso. Allegri non ha molte alternative in panchina e decide di andare avanti con gli stessi uomini, anche se comincia ad affiorare una certa stanchezza, visto che i rossoneri hanno giocato mercoledì e sono costretti a tornare in campo al sabato per una cervellotica decisione della lega che aveva deciso vanamente di anticipare Lazio-Milan del turno infrasettimanale a martedì senza sapere che in quel giorno lo stadio Olimpico non era disponibile. Comunque nemmeno la stanchezza può essere un alibi per un Milan che continua a spingere generosamente ma non trova il guizzo vincente nè con Inzaghi, nè con Ibrahimovic, nè tantomeno con Ronaldinho, che si è specializzato in assist e non tira quasi mai in porta. Ci prova anche Thiago Silva dalla distanza, ci provano un po' tutti a dare una mano in avanti, ma il Catania resiste senza nemmeno soffrire troppo e non possono essere certo gli ingressi nel finale dell'acerbo Oduamadi al posto di Inzaghi e di Gattuso al posto di Seedorf a mutare i destini di una partita che ormai sembra segnata.
Alla fine mentre la curva canta "Siamo sempre con voi..." dal resto dello stadio piove qualche fischio, così come era successo all'intervallo e all'ennesimo errore di Seedorf, che continua ad essere preso di mira da una parte del pubblico che ormai non gli perdona più nulla. Forse qualcuno sta già trasformando l'entusiasmo in delusione e si sta bruscamente risvegliando dal sogno di vincere tutto; in effetti il Milan avrebbe potuto e dovuto fare una partenza sprint in campionato, complice un calendario favorevole e, invece, al posto di un filotto di vittorie e di nove punti in classifica si ritrova con soli quattro punti e con tanti dubbi e problemi da risolvere. Un'altra prestazione poco spettacolare e molto stentata, un altro risultato deludente, ma a preoccupare è soprattutto la sensazione che la situazione non sia cambiata molto rispetto al passato: il Milan non è diverso da quello che anche nella scorsa stagione stentava in partite come questa (proprio contro il Catania ad aprile arrivò un pareggio in rimonta) e per il momento non è bastato l'inserimento di Ibra a migliorare le cose; ci vorrà tempo, ci vorrà pazienza e tanto lavoro, ma per il momento i risultati sono quelli che sono e la squadra non riesce nè a vincere nè a convincere; così non va, caro Milan e bisogna al più presto cambiare marcia se si vuole davvero decollare verso l'alto.


