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Calderoni ridimensiona il Milan più propositivo degli ultimi cinque anni. Pioli lavori su due suoi pilastri e alimenti il fuoco acceso ieri sera

21.10.2019 00:54 di Pietro Mazzara    per milannews.it   articolo letto 1408 volte
Calderoni ridimensiona il Milan più propositivo degli ultimi cinque anni. Pioli lavori su due suoi pilastri e alimenti il fuoco acceso ieri sera

Allora giocare veramente in maniera propositiva si può. Andare forte, pressare alti senza aver paura, si può. Creare un quantitativo importante di azioni da gol, si può. Entrare in area di rigore con più di tre giocatori, si può. Il pareggio con il Lecce di poche ore fa lascia un tremendo amaro in bocca e un senso di sconforto generale per come è arrivato, con il buon Calderoni che ha trovato il tiro della vita e ha regalato un punto alla sua squadra quando nemmeno loro ci credevano. Anche perché il Milan, questa partita, avrebbe meritato di vincerla. Non che Stefano Pioli abbia doti taumaturgiche, ma è evidente che si è visto il Milan più arrembante e creativo degli ultimi anni. Il sistema di gioco scelto dall’allenatore è altamente rischioso in fase di non possesso, soprattutto se non c’è una forte attitudine alla corsa all’indietro. Ma in fase d’impostazione, oggettivamente, è stato un gran bel Milan. Tanti uomini tra le linee, zone ben precise della difesa avversaria attaccate con raziocinio, variazione del gioco e delle soluzioni e tanti uomini di qualità a giocare tra le linee e a creare situazioni pericolose. È mancata la finalizzazione in determinate occasioni e questo aspetto, forse, è costato la vittoria. Ma i primi segnali di risveglio dal torpore ci sono stati. Nella speranza che non sia un fuoco di paglia, ma che Pioli – non avendo le coppe – possa continuare ad alimentare e a farlo ardere in maniere costante e produttiva.

La qualità al centro del suo gioco, anche se le sbavature di Biglia e Suso, soprattutto nel finale, sono costante tantissimo. Ma i giocatori sembrano aver recepito il messaggio e hanno dato segnali incoraggianti di ripresa. Calhanoglu, bersagliato dai fischi di San Siro all’annuncio delle formazioni, è sembrato una vera e propria ira di Dio. Uomo ovunque, il migliore in campo per distacco e quello che ha creato il maggior numero di occasioni da gol nel Milan, insieme a Leao. Il turco è sembrato avere un’altra gamba, una ferocia agonistica e mentale decisamente diverse rispetto a ciò che si era visto con Giampaolo. Un Calha più sulla falsa riga di quello visto durante la prima gestione Gattuso, che ha saputo mettere anche Piatek nelle condizioni di tornare al gol. Il polacco ha assaporato il gusto amaro della panchina per scelta tecnica, ma quando è entrato, lo ha fatto con uno spirito diverso. Ha lottato, è venuto indietro ad aiutare la squadra e ha segnato. Un bel segnale anche per lui, che ora punta alla gara di domenica con la Roma per riprendersi il posto da titolare.

Servirà poi che Pioli lavori tantissimo sulle cose che non hanno funzionato ieri. Perché all’Olimpico difficilmente ci potrà essere un 3-2-4-1 in fase di possesso come quello visto con il Lecce, ma servirà un’armonia di squadra diversa anche nella fase difensiva. Purtroppo va segnalata la serata storta di due giocatori che, per l’immediato, risultano essere molto importanti come Biglia e Suso. L’argentino è partito bene, per non dire benissimo con tanto di assist per Calhanoglu. Poi però è sceso nella prestazione nella ripresa, ha sbagliato almeno tre transizioni in uscita e, su una di queste, avviata da una palla da galera di Suso, il Lecce ha pareggiato. “Almeno abbiamo rivisto il Milan giocare un calcio offensivo” diceva qualche tifoso uscendo da San Siro sotto la pioggia. Come dargli torto, ma poi tutto viene ridimensionato dal minuto numero 92, quello del gol di Calderoni che toglie due punti al Milan e regala l’ennesima settimana carica di aspettative. 10 punti nelle prime 8 gare non si vedevano dalla stagione 2012-13. Li il Milan arrivò terzo e ricordo bene quei mesi dell’autunno 2012 dove Allegri rischiò più volte l’esonero. Qui un cambio c’è già stato e la speranza è che si arrivi presto a vincere una serie di partite che possano dare slancio e fiducia ad una squadra che deve riprendersi i suoi tifosi. E anche sé stessa.


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