Gli infortuni riportano il Milan sulla terra. Inzaghi riscopre quanto è amato
Luca Serafini
C'era un'euforia eccessiva intorno al Milan, nell'ambiente esterno quantomeno: l'Inter a pezzi, fisicamente e nei risultati (2 pareggi e una sconfitta nelle ultime 3 partite ufficiali) lasciava presagire un derby a senso unico. Non sembravano essere servite ai tifosi rossoneri, reduci invece da 2 vittorie e un pareggio nelle ultime 3, le lezioni del 4-0 di un anno fa, dell'indecoroso derby di ritorno della scorsa stagione, della gara a San Siro con la Juve - più a pezzi dell'Inter - 15 giorni fa. Gli incidenti in serie di Pirlo, Pato e Inzaghi hanno riportato tutti sulla terra, riaprendo la questione irrisolta di che cosa stia succedendo nel nostro calcio, sui nostri campi, nelle nostre palestre. Nella puntata di domani sera di "StudioSport XXL" su Italia 1 alle 23.50, un'inquietante inchiesta di Francesco Vecchi mette in evidenza nella sua 1a parte un dato pazzesco su cui nessuno sembra volersi soffermare: nelle prime 4 squadre spagnole in ordine di importanza (Real, Barcellona, Valencia, Villarreal) in questo periodo c'è solo un infortunato, Kakà. In Inghilterra sono 2 o 3. In Italia superano i 20. Eppure tutti se ne fregano. Nessuno pensa alle cause o ai rimedi, eppure il nostro calcio a livello internazionale sprofonda.
L'emergenza dovrà costringere il Milan a un atteggiamento do compattezza che è mancato troppo spesso in questo scorcio di stagione, a prescindere dal modulo. Persino nei primi 20' della ripresa contro il Palermo si è respirata l'aria del pavone che crede sia facile vincere le partite mostrando la sua ruota.
Tirati fuori gli artigli, la squadra di Allegri ha affondato i rosanero come aveva appena fatto con il Bari. Ma in difesa e in attacco gli errori sono ancora troppi, in un momento di scarsa reattività di Abbiati e scarsissima lucidità di Ibrahimovic: il portiere fa sempre qualcosa di importante, come nei primi tempi contro Napoli, Juventus e Palermo, ma subisce reti evitabili. Ibra fa sempre sentire il suo peso con impegno, assist e qualche giocata importante, ma sotto porta sbaglia 2 o 3 gol a partita. Momenti. Quando c'è qualità, passeranno. Bisogna sperare che Robinho, tanto di cappello per l'impegno, sudi di meno e segni di più. Il 3-1 al Palermo - peraltro con un tiro sbagliato - lo avrebbe segnato anche Galluzzo (indimenticata comparsa di fine anni '70), l'assist per Ibra pochi minuti dopo era invece da giocatore vero e lo ha sbagliato come i gol di Amsterdam e Bari. Tra quelle di domenica nel derby, l'assenza che peserà di più è quella di Pirlo che in queste partite si esalta, ma mancheranno gli unici 2 veri cannonieri che ha Allegri in questa fase: Inzaghi e Pato, irritante ma implacabile. Inzaghi ha la consolazione di aver riscoperto l'amore sviscerato dei tifosi. Che gli impedirà di chiudere la carriera con le stampelle, ma gli consentirà invece di tornare per sbranare le ultime briciole di record che gli restano.


