Kalulu, il "Professore" si è preso il Milan con sudore e sacrifici
Pierre Kalulu è uno dei simboli di questo Milan. È l'esempio della riuscita del progetto sportivo, di quest'anno, di Paolo Maldini e Ricky Massara. Quando a fine gennaio i rossoneri venivano criticati da buona parte degli addetti ai lavori per la mancata puntellatura della difesa (dopo gli infortuni di Simon Kjaer e Fikayo Tomori), il ragazzo di Lione rispondeva a proprio modo sul campo a suon di prestazioni ed intelligenza calcistica. Nonostante lui e Fik siano due calciatori con un modo di giocare simile, e quindi - sempre per molti - non compatibili, i due hanno permesso a Pioli&Co (coadiuvati da un super Mike Maignan) di subire pochissimi gol nella parte decisiva della stagione (solo nove nel girone di ritorno, ndr).
SUDORE E SACRIFICI - Qualche giorno fa in un'intervista ai colleghi francesi di Vista, Kalulu aveva raccontato le sue difficoltà iniziali - in particolare d'ambientamento (durato diverse settimane) - al Milan. Ma con la mentalità e la determinazione giusta, apprezzata da un mentore come Zlatan Ibrahimovic, Pierre è riuscito a ritagliarsi un posto da protagonista nella conquista dello scudetto, che in casa Milan mancava da ben undici anni. D'altronde il "Professore", così è chiamato dai suoi compagni a Milanello per la sua profonda attitudine durante le giornate, ha reso pubblico il suo motto, indirizzato principalmente verso le nuove generazioni: "I rimpianti fanno molto male, più della fatica". Una citazione semi-filosofica di un ragazzo che a 21 anni sta già dimostrando di essere un adulto. Dunque, sudore e sacrifici sono le parole chiave per l'ascesa nell'élite del calcio. La strada è ancora, sì, lunga, ma sempre più in discesa per Pierino.


