Gazzetta - Scaroni: "Stadio? In parallelo seguiamo altre strade. Per il bis vedo tutti ottimisti"
Quando il Milan è atterrato negli Emirati Arabi ieri mattina ad aspettare la squadra c'era il presidente rossonero Paolo Scaroni, una delle figure che negli ultimi quattro anni ha contribuito a far risollevare il club da un punto di vista economico e sportivo. In particolare Scaroni ha preso a cuore il tema relativo allo stadio che sta portando avanti con tutte le forze.
Dal buio alla magia
La Gazzetta dello Sport riporta oggi un'intervista al presidente del Milan Paolo Scaroni che, per prima cosa, si è concentrato sulle questioni di campo: "Bis in campionato? Vedo tutti ottimisti, da Maldini a Pioli. Perchè non dovrei esserlo io?". Il manager rossonero ha poi concesso una riflessione sugli anni appena trascorsi con Elliott e più in generale gli anni del suo mandato che non sono stati esenti da momenti difficili: "Nella gestione cinese ero in costante apprensione. Per il prestito concesso, Elliott mi volle in sua rappresentanza nel consiglio d’amministrazione. Un anno di inferno. Alla stretta finale, quando Yonghong Li non ha potuto rimborsare il debito e il club è passato tra le proprietà di Elliott, ho tirato un sospiro di sollievo". Ma i momenti duri ci sono stati ovviamente anche in campo: "Penso al 5-0 di Bergamo, prima di vivere questi anni magici". Non solo Scaroni, non solo Elliott, sono state tante le figure che ci hanno messo la faccia negli ultimi quattro anni di Milan: "Maldini? Parliamo di un mito autentico. E di una persona buona, gradevole, che progressivamente si è calato nei panni del manager. Non è così scontato, direi piuttosto l’opposto. Come lui anche Pioli e Massara sono professionisti eccellenti e uomini seri. È il nostro stile Milan".
Nuova era
Adesso il Milan, dopo quattro anni in cui il club è stato risanato ed è tornato competitivo in Italia e punta a diventarlo sempre più anche in Europa, è entrato in una nuova era: RedBird. Paolo Scaroni, però, è rimasto al suo posto e si è così espresso sulla figura di Gerry Cardinale: "È un professionista dal curriculum eccellente. È un appassionato di tutti gli sport, è riservato ma dice la sua. Non avesse voluto vincere una nuova sfida sarebbe rimasto bello tranquillo in Goldman Sachs. Mi piace che si definisca “il custode” del club". Gli obiettivi del club sono chiari, continuare a crescere sia in ambito sportivo che economico: "Le mie due battaglie sono per lo stadio nuovo e per i diritti tv internazionali. Champions? Troppo importante per “nutrire” i nostri 550 milioni di simpatizzanti. Lo è quasi più di uno scudetto". Quando Scaroni chiama lo stadio una battaglia è la verità, lui che più di tutti si sta impegnando da anni ormai affinché Milan e Inter possano avere un nuovo impianto: "Aspettiamo la relazione del Comune. Se suggeriranno modifiche fattibili, eseguiremo. Se chiederanno stravolgimenti, no grazie. Potrebbe arrivare a contenere dai 65mila ai 70 mila spettatori. In parallelo seguiamo altre strade: una porta a Sesto San Giovanni, ma non è l’unica. Dove si sblocca prima, procederemo". Infine una doppia battuta su due dei giocatori simbolo del Milan attuale: "Leao? Mi dicono che a Milano e nel Milan si trovi molto bene, che è motivato. So che Maldini sta trattando e per quanto ho appena detto se tratta lui, sono tranquillo. Giroud? Il Milan lo ha rivitalizzato, c’è un po’ del nostro merito anche nei successi della Francia"


