Un Milan imbarazzante per chiudere un 2022 straordinario. Un ossimoro che non deve confermarsi sul mercato: serve subito un secondo portiere decente
Si chiude oggi il 2022 del Milan. Un 2022 straordinario, che ha consegnato ai rossoneri lo Scudetto dopo 11 anni nella Serie A 2021-2022 e la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League dopo 8 anni, insieme alla crescita di tanti talenti, della forza del brand del Club, accompagnata dal cambio di proprietà da Elliott a Red Bird.
Un 2022 chiuso, però, in maniera imbarazzante.
Il 3-0 subito in amichevole contro il PSV - l'ultima prima dell'impegno ufficiale del 4 gennaio contro la Salernitana in campionato - è la quarta brutta figura di questa preparazione invernale, arrivata dopo la prestazione scadente di Milanello contro il Lumezzane, quella senza infamia e senza lode contro l'Arsenal e il 4-1 senza storia subito contro il Liverpool a Dubai. Al "Philips Stadion", i rossoneri sono stati veramente sconcertanti: superficiali e svogliati, disattenti e poco concentrati, imprecisi tecnicamente e tatticamente e senza voglia di combattere; gli olandesi hanno dominato per gran parte del match, trascinati da un Madueke imprendibile sì, ma solo perché nessuno ha mai veramente neanche provato a prenderlo con un minimo di volontà.
Paolo Maldini, ad inizio partita, è stato inquadrato mentre scuoteva vistosamente la testa: il mood è stato lo stesso per tutta la sosta.
Va bene, era solo un'amichevole e "anche il Napoli ne ha prese 4 in casa dal Lille", ma... Adriano Galliani, nel docufilm di DAZN 'Stavamo bene insieme', svela che il grande Milan dei primi anni duemila si costruì anche nelle amichevoli, vinte sempre e giocate sempre al massimo, in modo da migliorare mentalità e consapevolezza di squadra e incutere timore nelle avversarie. Che sia di consiglio, come le parole di Kjaer a Sky nel post gara: "Abbiamo fatto troppi errori tecnici, non è quello che volevamo. Miglioriamo entro il 4. Non è una questione di concentrazione o maturità, ho visto tutta la squadra lavorare in tutti gli allenamenti. Nelle ultime tre partite abbiamo perso, questo è da cambiare”.
Una chiusura, dunque, che è ossimoro: il 2022 resta sì straordinario, ma questo finale è nettamente all'opposto rispetto a gran parte di ciò che si è visto - spesso e volentieri - nei 10 mesi precedenti.
E tale ossimoro non deve assolutamente confermarsi sul calciomercato. Una squadra Campione d'Italia non può assolutamente permettersi di presentarsi alla seconda parte di stagione con carenze evidenti nella rosa; pensare che questa possa essere competitiva su quattro fronti - rimonta sul Napoli in Serie A, Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Champions League contro il Tottenham - è, ad oggi, poco realista: citando solo di striscio la mancanza di un'alternativa costante a Giroud davanti e la mancanza di una riserva degna di Theo Hernandez a sinistra, il vero problema è il vice Maignan. Né Tatarusanu né Mirante si sono dimostrati all'altezza tecnica di indossare questa maglia: le opzioni sul mercato ci sono e, se si vuole puntare ad un 2023 straordinario, bisogna coglierle al di là dei tempi di recupero del portiere francese. A tutto ciò si aggiunge il problema infortuni che vanno, al netto delle normalità di questo sport, assolutamente limitati per consegnare a Pioli libertà di scelta e di lavoro.
Resta inteso: rinforzi dal mercato sì, ma l'atteggiamento di oggi assolutamente no, da parte di titolari e riserve, vecchia guardia e nuovi arrivati. Altrimenti è inutile fare discorsi sui singoli. Il Milan ci ha regalato un 2022 sontuoso e indimenticabile, meraviglioso e straordinario, con un allenatore eccellente dal punto di vista sportivo e umano, una proprietà solida e con idee. E ci sono tutte le qualità per ripetere questa frase anche tra un anno. Serve, però, cambiare marcia sin da subito, sin da Salerno, tornando ad essere il Milan che ha incantato tutti nel 2022.


