Quasi non è la fine
Federico Gambaro
In casa Milan pensare ad un Alessandro Nesta in poltrona nel mese di luglio alla ripresa della preparazione per la stagione 2011/2012, pare non essere ammissibile. I vari indizi lasciati sul tavolo del futuro, legato al grande difensore rossonero, lasciano intendere ad un addio imminente. La frase scappata a Thiago Silva qualche mese fa sul compagno che ci lascia a giugno, la ricerca continua di un paio di centrali difensivi sul mercato, con il nome importante e sempre più vociferato di Mexes a parametro zero e, dulcis in fundo, le parole del diretto interessato che, sulla propria carriera, ha ammesso al microfono d Carlo Pellegatti che “siamo quasi alla fine”. Massimiliano Allegri ha spiegato in conferenza stampa il senso intrinseco della risposta data dalla colonna rossonera, facendo notare che un giocatore a 35 anni non è sicuramente all’inizio del suo percorso, ma quel “quasi” sarebbe espressione di un avvicinamento al traguardo che prevede ancora un paio di curve. Adriano Galliani vorrà proporre al simbolo della storia milanista che ha aperto il nuovo millennio, un trattamento d’onore come riservato alle bandiere rossonere: Costacurta e Maldini. Andiamo avanti finché Sandro sentirà ancora il sacro fuoco ardere nella testa e nei piedi, senza una durata specifica, un termine perentorio ma con la consapevolezza che il giocatore sarà libero di scegliere.
A Milanello, però, c’è una certa sicurezza nel credere che il momento dell’addio, per uno dei punti fermi di questa squadra, non sia arrivato. Gli infortuni e un certo sentimento razionale che alberga da sempre nella mente e nel cuore di Alessandro, lo hanno spinto a vedere prossimo il traguardo, come in passato lo costrinsero a prendere decisioni dolorose ma inevitabili per garantire l’integrità del proprio percorso. Convincerlo del contrario è opera ardua e, forse, controproducente perché la psiche del 13 rossonero non lo accetterebbe. Il Milan conosce bene il suo gioiello e sa fin dove può spingersi per cercare di “forzare” la mano, se sarà necessario, pur di ritrovare questo splendido giocatore in campo anche nella prossima stagione. Il traguardo è quasi vicino, ma “quasi” non è la fine.


