Juventus, Milan e Fiorentina: 484 milioni di dubbi e un mercato estivo per ora fallimentare
TMWJuventus, Milan e Fiorentina, chi in un senso, chi in un altro, stanno vivendo settimane molto complicate. Se la passa meglio degli altri, almeno per quel che riguarda la Serie A, il tecnico rossonero, Ruben Amorim, che al netto della sconfitta di ieri contro il Bologna a San Siro può comunque godere di una classifica non troppo deficitaria, a differenza di Luciano Spalletti e, soprattutto, Paolo Vanoli, con quest'ultimo che ha comunque la tenue attenuante di non essere stato sulla panchina viola nelle prime tre giornate di questa Serie A.
Il mercato non sta dando i frutti sperati: per nessuno
Passiamo adesso a parlare di quelli che sono stati gli investimenti fatti dalle tre società in estate, che ci dicono meglio di ogni altra cosa che le cose non stanno certo andando come previsto. La Juventus ha speso, soltanto nell'ultimo mercato, contando però anche i riscatti derivanti dall'anno scorso, ben 168,3 milioni di euro, con la rosa che non è però all'altezza delle aspettative, in nessun reparto.
Secondo posto, in questa speciale classifica, per il Milan, che ha tolto dalle sue casse 166,6 milioni. Qualche giocatore, vedi Moreira, danno quantomeno la sensazione di poter scrivere qualche pagina interessante di calcio giocato, ma a pesare sono soprattutto i 75 milioni di euro spesi per Goncalo Ramos, che non stanno fruttando.
Poi c'è la Fiorentina, quella messa peggio di tutte. Fabio Paratici, nel suo mercato faraonico, considerando il fatturato della Fiorentina, ha speso la bellezza di 149,2 milioni di euro, per vedere, nell'ultima gara giocata contro l'Inter, vedere il centrocampo formato da tutti giocatori già presenti nella rosa dell'anno scorso. Le scelte dell'ex dirigente di Juventus e Tottenham sono state, almeno fino a oggi, fallimentari e la Fiorentina si trova, ancora una volta in piena lotta per non retrocedere.
Il totale, sommando le spese dei tre club, è di 484,1 milioni di euro che sono pari ai dubbi che ci sono intorno alle tre squadre create dalle rispettive dirigenze. Gli allenatori dovranno far fruttare meglio gli investimenti fatti dai club, altrimenti rischiano l'addio. Tutti, compreso Paolo Vanoli, che ha già preso il posto di Fabio Grosso alla Fiorentina.






