Pirlo sempre al centro tra Inter e Juve. Ma il Milan getterà la spugna? E aspettando il Palermo Pato fa le prove da campione indiscusso
Giulia Polloli
Non sembra attenuarsi la voce di mercato che vuole protagonista Andrea Pirlo, il fantasista rossonero, senatore della squadra che, come altri suoi compagni è in scadenza di contratto.
Ed esattamente come per gli altri “attempati” giocatori rossoneri la società di via Turati sta prendendo tempo, tenendo tutti sul filo del rasoio, prima di parlare di rinnovo. Questo però potrebbe risultare una mossa azzardata, visto che sul centrocampista stanno cercando di mettere gli artigli almeno due delle reali antagoniste storiche del Diavolo: Juventus e Inter. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport l’Inter potrebbe offrire garanzie irrinunciabili a Pirlo, quali un contratto economicamente vantaggioso e soprattutto il palcoscenico internazionale della Champions League che, a meno di catastrofi, l’Inter dovrebbe disputare anche la prossima stagione.
Da via Turati al momento non ci sono nette prese di posizione nei confronti delle voci di mercato, ma ben si sa che il Milan è da sempre molto attento a non lasciar partire i suoi talenti, soprattutto quando le concorrenti sono acerrime avversarie in campo nazionale. E altri senatori rossoneri si lasciano andare a enigmatiche dichiarazioni, vedi Nesta che ventila pure l’ipotesi dell’addio al calcio giocato, piuttosto che “trascinarmi sul campo”. Scelta assolutamente condivisibile se non fosse che il difensore rossonero non è sembrato trascinarsi in campo nel momento in cui è stato schierato da Allegri. (Approfittando dell’occasione: Buon CompleannoSandro!)
Anche capitan Ambrosini sembra non voler parlare al passato dell’esperienza in rossonero, fiducioso di poter trovare l’accordo per rimanere legato alla società rossonera magari fino a fine carriera.
Si profila dunque un altro denso avvicinamento al mercato estivo, consapevoli del fatto che il presidente Berlusconi ha rinnovato l’eterno amore con il Diavolo (magari scenderà a patti per rimanere altri 25 anni in rossonero!)e che quindi potrebbe profilarsi un’altra finestra importante per riportare il Milan a vincere su ogni campo.
Già, perché l’uscita dalla Champions ha lasciato i suoi strascichi, soprattutto dopo la scialba prestazione dell’ultima giornata in campionato.
Ora ad attendere il Milan c’è il Palermo, che non ha nessuna intenzione di favorire la corsa della capolista sul suo campo, opponendosi solo come sparring partner all’armata di Allegri.
Palermo che affiderà a Miccoli e al talentuoso Pastore il compito di insinuarsi nella difesa rossonera. Milan invece orfano di Ibrahimovic, per qualcuno un dramma, per altri un’occasione per mettere alla prova il tandem d’attacco che vedrà Pato affiancato da Cassano in un’inedita versione di “Orgoglio e Pregiudizio”: i due giocatori hanno qualche sassolino da togliere dagli scarpini, troppe volte etichettati come gregari del campione di turno.
Qualche dubbio e qualche problema Allegri come sempre ce l’ha a centrocampo. Sembra ipotizzabile il rientro di Boateng, ma non nel ruolo di trequartista, probabilmente affidato a Seedorf, ma come esterno della mediana: caviglia permettendo. Questo vorrebbe dire regalare la panchina a Robinho, sul quale pende l’onta di non aver pienamente soddisfatto la dirigenza con le sue prestazioni altalenanti. O forse più semplicemente già in turnover in attesa del derby: la partita che sarà crocevia dei destini delle milanesi in questo anno calcistico. O semplicemente accantonato per il riemergere della questione Kakà, che dopo aver smentito l’ennesima operazione al ginocchio, sembra tendere l’orecchio in direzione Milano. L’unica risposta per ora è un laconico e malinconico: “Riccardo sempre nei nostri cuori”, quasi un addio piuttosto che un accorato invito a tornare sui suoi passi.
Un Milan dunque che dovrà trovare la forza dal rinnovamento per contrastare sia l’attuale avversario che, in previsione, quello di sempre, quell’Inter che con Leonardo diventa ancora più importante battere, quasi a chiudere definitivamente un ciclo per rilanciare il Milan su ogni palcoscenico senza aver paura del fantasma dell’opera.


