Una partita senza Osimhen è un alibi, 5 mesi senza Maignan no. Mike logora chi non ce l'ha
È sempre spiacevole vedere come il portiere, anche nel calcio ad altissimi livelli quali sono i quarti di finale di Champions League, sia sempre relegato ad un ruolo di secondo piano, quasi come se fosse un oggetto estraneo alla partita e alla squadra. “Eh ma se Maignan non fa quel miracolo...”. “Eh ma è solo merito di Maignan...”. “Eh ma a portieri invertiti vince il Napoli”. Come se Mike Maignan non facesse parte della rosa dell’AC Milan, non fosse titolare inamovibile e non fosse uno dei calciatori più forti di tutta la Serie A.
Come se dicessimo: “Eh ma il Napoli ha vinto lo Scudetto solo per i gol di Osimhen”. Messa su questi termini farebbe strano anche solo a leggerla a mente, figuriamoci dirla ad alta voce in TV o scriverla su giornali e siti. E allora perché non si riesce a dare il merito ad un giocatore incredibilmente forte, fortissimo, che quest’anno al Milan è mancato maledettamente? Senza nulla togliere a Tatarusanu, la differenza tra lui e Mike è così evidente che anche inutile spiegare e parlarne. Eppure nei 5 mesi senza il suo portierone al Milan non è stato dato questo “alibi”. Da una parte è giusto non deresponsabilizzare chi lo sostituisce, ma dall’altra non riconoscerne l’enorme valore è altrettanto sbagliato, se non scorretto.
Come se dicessimo “Con Osimhen al posto di Origi il campionato sarebbe finito diversamente”. A parte che con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ora avere un portiere che va ben oltre l’ordinario sembra quasi una colpa. Eppure contro il Tottenham, al 90esimo su Harry Kane, era stato miracoloso, campione, sensazionale. Contro il Napoli invece no, quasi è un fastidio che abbia deviato in angolo il tiro di Di Lorenzo diretto all’incrocio.
Quando si tratta di dover fare i complimenti (in caso del Napoli, tutti meritati e sacrosanti) agli altri non sia mai poter muovere anche un solo accenno di critica o di dubbio. Quando si tratta invece di un calciatore del Milan, e nello specifico di un portiere, lo si liquida come se fosse un qualcosa che non dovrebbe neanche esserci. E invece c’è. Pagato 13 milioni di euro più 2 di bonus in un mercato che muove cifre folli, Maignan è il portiere che ha permesso al Milan di tornare a vincere la Serie A e di tornare a giocarsi una Champions League da protagonisti inattesi. È semplicemente straordinario, c’è poco altro da dire. Se non magari che logora chi non ce l’ha. Anche perché dire "A portieri invertiti avrebbe vinto il Napoli" non fa di certo piacere a Meret, che dopo diversi anni è ancora alla ricerca di continuità di utilizzo e rendimento.


