L'anticipo di Galli - Mercato Milan: incompleto ma interessante!
Dopo tante voci, speranze, illusioni, indiscrezioni e notizie che non lo erano, si è finalmente chiuso – dopo ben due partite giocatea liste aperte - il calciomercato estivo della stagione ‘26/’27. Che cosa penso della campagna acquisti del nostro Milan? Vediamo che cosa è successo, reparto per reparto.
Sicurezza in porta
Anche se Mike Maignan ci ha provocato qualche bruciore di stomaco con il suo rientro posticipato e con l’assenza ai funerali del nostro grande capitano, Franco Baresi, il suo ruolo centrale nel Milan risulta confermato da entrambe le parti. Amorim gli ha confermato fiducia e fascia, il francese ha garantito piena adesionee, nel dubbio, il contratto recita un bel 2031 alla voce “scadenza”. Maignan non solo possiede i fondamentali classici del suo ruolo,ma è anche molto bravo nella lettura dello scenario di gioco e nel conseguente sviluppo dell’azione offensiva, aspetto determinante per Amorim. Dietro di lui il giovane Torriani che ha disputato tante partite del pre-campionato, destando buone impressioni, e che aspettiamo a conferme più significative, magari in Coppa Italia. Terzo portiere, il trentaseienne Pietro Terracciano, pronto per ogni evenienza.
Non altrettanta in difesa
Passiamo al reparto difensivo. A oggi i titolari sono Gila, braccetto di destra e Pavlovic braccetto di sinistra, con De Winter a fungere per ora da perno centrale. Dei tre, quest’ultimo è sembrato quello meno pronto: impacciato soprattutto nella prima costruzione e poco propenso alla partecipazione attiva quando l’avversario staziona e porta pressione nella sua zona. Matteo Gabbia può dare molto di più sia in impostazione che dal punto di vista prettamente difensivo, ma deve prima trovare una soluzione ai suoi problemi fisici. L’antidoto a una difesa non ermetica non può che risiederenella accresciuta capacità di ciascun componente del terzetto di aiutarsi reciprocamente. In chiusura di mercato tra i difensori si è (ri)aggiunto Fikayo Tomori, dapprima considerato un esubero e poi reintegrato nella rosa: una vicenda nel complesso spiacevole per tutte le parti, ma che può diventare win-win, ossia di reciproco vantaggio. La squadra ritrova un giocatore che, a parte qualche disattenzione e qualche errore dovuto all’eccessiva irruenza, ha mediamente offerto un buon rendimento ed è dotato di buona velocità, fattore decisivo per il gioco “alto” di Amorim; da parte sua, il giocatore, se farà bene, al termine della stagione si troverà svincolato, con diverse pretendenti e con un elevato potere contrattuale.
E dietro di loro? Filippo Terracciano, possibile braccetto di destra,di rientro dal prestito alla Cremonese dove ha collezionato 36 presenze; il diciottenne bulgaro Valeri Vladimirov, rossonero dal 2024 con 19 presenze in Milan Futuro la scorsa stagione; il ventenne Sankhoun Diawara, prelevato dal Troyes quest’anno, del cui valore ancora non possiamo aver contezza. Amorim ha detto di aspettarsi molto dai suoi giovani difensori e, in particolare, di considerare Diawara “un giocatore pronto”. Volesse il cielo che fosse così: ne avremmo un gran bisogno. E, stante le molte partite da giocare sui tre fronti, credo che presto vedremo all’opera qualcuno di questi ragazzi. Nel frattempo, resto dell’idea che un giocatore d’esperienza e di qualità al centro della difesa, un Kjaer, sarebbe stato utile.
La banda dei mancini
Certo non dobbiamo dimenticare che nel nostro sistema di gioco, l’1-3-4-2-1, la fase difensiva si regge anche sull’apporto degli esterni così come dei due centrali di centrocampo. A destrapossono essere schierati Chukwueze o Moreira, due mancini che giocherebbero da quarto a piede invertito, una scommessa che per ora ha mostrato segni interessanti con Chukwueze, specie contro il Manchester United in amichevole e contro il Torino; c’è poi Saelemaekers, che sarebbe l’interprete naturale di quel ruolo, sul piede naturale, ma che Amorim vede come trequartista di sinistra (avete mal di testa? Anch’io); a sinistra, per ora si sono alternatiEstupinan o Bartesaghi, altri due mancini. Mi incuriosirebbe vedere Moreira sul suo binario naturale, ma, insomma, abbiamo capito che ad Amorim piace confondere le carte, cambiando ruoli e lati del campo. Fidiamoci di lui: un po’ di creatività è benvenuta dopo un anno che in termini di innovazione ha detto molto poco.
L’efficacia difensiva degli esterni non dipenderà soltanto dallaloro capacità di saper aggredire in avanti, ma anche di sapersi connettere con i tre centrali per fronteggiare gli avversari sia quando tendono ad andare sul fondo per il cross, sia quando entrano nel campo. In altre parole, come continua a ripetere Amorim, per valorizzare la prestazione dei singoli, sarà importante il lavoro di squadra. A tal proposito, Chukwueze mi è piaciuto molto non solo nella fase di spinta ma anche per l’applicazione in fase difensiva in collaborazione con i compagni.Dovrà essere proprio il continuo lavoro di Amorim e del suo staff a conferire maggior solidità a una difesa che, come detto, non nasce granitica. Tutti ci auguriamo che il lavoro si dimostri efficace in tempi brevi.
Il quadrilatero irregolare
Veniamo ora al “quadrilatero irregolare” di centrocampo: quello formato dai due mediani e i due trequartisti. Anche qui sarà importante la connessione tra gli interpreti, la capacità di recuperare il possesso della palla, la lettura successiva e la velocità, se le condizioni lo permettono, di verticalizzare sui trequartisti, posizionati (in dinamica) negli spazi di mezzo dove è presumibile si possa ricevere palla con minor pressione da parte degli avversari e poter quindi sviluppare l’azione offensiva coinvolgendo Gonçalo Ramos, che come abbiamo visto è abile a smarcarsi per entrare nell’azione.
Chi saranno gli interpreti di questa porzione di campo, che è il cuore e il cervello del gioco? Allo stato attuale, i due titolari in mezzo al campo sono il genio Modric e – a sorpresa – Musah, chiamato a portare dinamismo e aggressività con la sua corsa. Le alternative sarebbero Jashari e Rabiot, anche se quest’ultimo potrà essere impiegato nei due vertici avanzati del quadrilatero (i trequartisti). Dietro di loro il giovan Christian Comotto, di ritorno da un buon prestito allo Spezia, testato nelle amichevoli estive e inserito stabilmente nel gruppo della prima squadra. Un giocatore in più in questo ruolo avrebbe fatto comodo? Probabilmente sì, magari uno fra gli stessi Ricci e Fofana mentre per Bondo, rimasto in rosa, ad oggi non mi sembra vi sia grande considerazione: ma quel che è fatto è fatto e vedremo se Amorim e Cardinale hannofatto bene i loro calcoli.
Veniamo quindi ai trequartisti, coloro che dovranno occupare i due vertici avanzati del quadrilatero. Un ruolo la cui posizione potrà essere dentro al campo ma anche in ampiezza (da qui la definizione di irregolare) come abbiamo visto fare bene da Cisse.Gli interpreti in questo ruolo dovrebbero essere Cisse e Pulisic,ma anche Saelemaekers, a sinistra; Hutchinson, un giocatore tutto da scoprire, e la sicurezza Rabiot (che, come dicevamo, sembra destinato più a quel ruolo che a quello di mediano, e che potrebbe partire titolare contro la Juve), con Loftus-Cheek, finora titolare, che può occupare le due posizioni e da cui onestamente ci si aspetta sempre un po’ di più. Non si escludono altre sorprese da parte del tecnico, magari con Moreira usato sottopunta.
Il punto della punta
Quasi tutti i giornalisti hanno criticato la scelta di iniziare la stagione con due sole punte, Ramos e il giovane Francesco Camaarda, fin qui gestito male e sballottato senza molto criterio. Io invece difendo questa scelta, per permettere al giovane Camarda di avere più opportunità di giocare e consacrarsi definitivamente come attaccante da Milan. Nel caso di emergenza in quel ruolo, Amorim ha detto che potremmo arrangiarci con un “falso nove”, una soluzione che potrebbe ulteriormente ottimizzare gli inserimenti degli altri giocatori nel cuore dell’area avversaria.
Troppo ottimista?
Comprendo di essere, forse, eccessivamente ottimista: mainnanzitutto credo che una squadra non sia la somma dei giocatori che la compongono e che quindi il lavoro del tecnico possa aggiungere molto; va anche detto che il mercato potrà essere perfezionato a ragion veduta già a gennaio: la società ha dimostrato di saper investire e le voci su un difensore centrale si sono rincorse fino alle ultime ore di mercato, segno che qualcosa in ballo c’era e forse ci sarà. Ma soprattutto il mio intento è quello di andare un po’ in controtendenza rispetto al pessimismo e allacritica che i tifosi, a volte a ragion veduta, rivolgono alla società. Pessimismo che - credetemi - finisce giocoforza per riversarsisulla squadra, cosa da evitare in ogni modo. In particolar modo in una stagione che costituisce (spero) l’anno uno di un vero nuovo progetto, che deve riportarci saldamente al centro dell’Europa che ci piace di più: quella con “la musichetta”, come diceva Adriano Galliani.


