Dagli acciacchi di Giroud al nuovo ko di Ibra, passando per le delusioni Origi e Rebic: l'attacco del Milan non può essere solo Leao
L'umore in casa rossonera dopo la qualificazione alla Champions League e la vittoria contro il Lecce è ovviamente ottimo. L'uomo copertina di quest'ultima settimana è stato ancora una volta Rafael Leao, che sta trascinando il Milan a suon di sgroppate e di gol. C'è però una cosa che non fa dormire sonni tranquilli a Stefano Pioli, vale a dire la situazione dell'attacco rossonero che in questo momento pesa quasi esclusivamente sulle spalle del portoghese.
NUOVO KO - Olivier Giroud ha qualche acciacco da risolvere, tanto che non è stato nemmeno convocato per la sfida contro il Lecce. Non dovrebbe essere nulla di grave, ma in questo momento decisivo della stagione il Milan ha bisogno di recuperare il prima possibile il suo bomber e il suo leader. Anche perchè gli altri centravanti, per motivi diversi, non possono dare o non stanno dando l'apporto sperato: Zlatan Ibrahimovic, per esempio, non ha fatto nemmeno in tempo a tornare tra i convocati che si è subito fatto di nuovo male mentre si stava riscaldando prima di entrare in campo contro i pugliesi.
DELUSIONI - Ci sono poi Ante Rebic e Divock Origi che anche contro il Lecce non hanno convinto, anzi hanno deluso parecchio: in particolare, c'erano grandi aspettative sul croato che ha giocato titolare ed è rimasto in campo per tutta la partita, ma si è visto pochissimo e ha sbagliato quasi tutto. Il belga è entrato in campo nella ripresa sul risultato di 2-0, ha provato qualche spunto, senza però lasciare il segno. Il suo periodo no, purtroppo, continua, così come quello di Rebic. E in un finale di stagione come quello che attende i rossoneri non è certamente una buona notizia per Pioli.


