Leao come i fuoriclasse: è ancora discontinuo ma si accende nei momenti clou della stagione
La vittoria del Milan a San Siro contro il Lecce in concomitanza con le sconfitte di Lazio, Juventus e Roma, riporta i rossoneri in quarta posizione, e quindi in zona Champions League, scavalcando i giallorossi, a -3 dai bianconeri e a -5 dai biancocelesti. Un successo arrivato grazie alla doppietta di Rafael Leao, in un ottimo stato di forma, come lo testimonia il suo rendimento nelle ultime settimane.
IL MAGGIOR POTENZIALE IN SERIE A
Leao non è una sorpresa, è già una certezza. Lui, che la stagione scorsa ha vinto il premio dell’MVP della Serie A, non può sorprendere. Anzi, probabilmente da lui ci si aspetta ormai che inizi ad essere ancora più costante e continuo nell’arco di una stagione, ma che il portoghese abbia alzato il proprio livello negli ultimi due anni è sotto gli occhi di tutti e indiscutibile nel modo più assoluto. Infatti, l’ex Lille arrivato a Milano ha dato subito prova di avere qualcosa di speciale, lo si era capito sin dal gol contro la Fiorentina. Ma i picchi che ha ricominciato a toccare dalla stagione scorsa e che è tornato a toccare dopo un periodo nel quale non ha brillato - come nemmeno tutto il Milan - sono sensibilmente cresciuti. Proprio per questo, però, la sua discontinuità offre al ragazzo ancora un margine di crescita che lascia già intravedere con una ragionevole dose di sicurezza lo status che Rafa può raggiungere. Kvicha Kvaratskhelia è l’altro grandissimo fiore all’occhiello dei talenti del nostro campionato e i suoi margini di crescita sono almeno altrettanto straordinari; ciò detto, oggi, ad oggi, e dopo i quattro confronti stagionali (e gli ultimi due per importanza) Leao probabilmente parte leggermente avanti rispetto alla stella partenopea, anche se poi va a gusti. Leao e Kvara sono due giocatori che interpretano lo stesso ruolo, nella stessa porzione di campo, in modo molto diverso l’uno dall’altro, secondo caratteristiche che cambiano anch’esse tra di loro.
COME I FUORICLASSE: NELLA FASE CLOU LUI C’È
Un’altra caratteristica che Rafael Leao sta iniziando a mostrare, dopo l’anno scorso, è quella che nella fase finale della stagione, nella quale le partite iniziano a pesare di più, dove i punti in campionato iniziano a contare maggiormente e dove iniziano a prendere forma sogni (e bisogni) di gloria, lui risponde presente. Leao c’è, il suo apporto sale, il suo lavoro diventa più prezioso e la sua capacità di incidere e decidere cresce vertiginosamente. La testa è la chiave di tutto: se Rafa giocasse 25 partite a stagione con le qualità messe in mostra tra i confronti col Napoli (e l’ultima con il Lecce) sarebbe molto probabilmente tra i migliori 5 giocatori in circolazione. Ma è sempre la testa a farlo agire (e reagire) come fa nella fase più delicata e importante della stagione e laddove c’è ancora del margine di crescita nella sua discontinuità da correggere, ci sono già segnali che arrivano proprio dalla sua testa e che fanno aumentare il desiderio che si arrivi al rinnovo di contratto, perché Rafa al Milan sta bene e il Milan con Rafa è un Milan più forte, un Milan che può sognare di tutto.
di Luca Vendrame


