Milan, senza Leao è un inferno ma il Diavolo ha il dovere di crederci
Il Milan ha vinto nettamente contro la Lazio. Una partita in cui spettatore non pagante è stato sicuramente Mike Maignan, ma anche - purtroppo - Rafael Leao. Il giocatore portoghese, infatti, intorno al minuto numero 10 ha chiesto il cambio a motivo di un dolore muscolare, che poi si è scoperto essere stato una elongazione dell’adduttore della coscia destra (per sapere di più che cosa sia una elongazione, lo abbiamo spiegato qui), un infortunio che viene valutato di giorno in giorno ma che - al momento - non fa ben sperare per quel che riguarda una titolarità nell’euroderby di andata che si giocherà questa settimana.
NO LEAO? NO PARTY. MA SERVE CAMBIARE E UNA SPERANZA C’È
Il Milan con Leao fuori dalla formazione titolare (che fosse assente o che iniziasse dalla panchina) ha raccolto soltanto una vittoria, ossia quella contro il Monza per 4-1. Nelle altre 9 partite, invece, ha messo insieme 4 pareggi (Cremonese, Empoli, Bologna e ancora Cremonese) e 4 sconfitte (contro Napoli, Sassuolo, Inter e Fiorentina). Chi crede che il Milan sia Leao-dipendente si vedrà confermata questa teoria dai numeri e dai fatti. Senza i guizzi del lusitano, infatti, la manovra rossonera perde tanto in quanto ad imprevedibilità, perde molto in quanto a catalizzatori di marcature, raddoppi e creazioni di spazi per inserimenti dei compagni e perde, fondamentalmente, l’elemento in grado di spaccare in due le partite con una giocata. Che Leao fosse il giocatore di movimento più importante della squadra non vi erano dubbi. Zero. Ma in questo momento stagionale si sta vedendo un Saelemaekers ispirato, ben diverso da Leao in quanto a caratteristiche, ma pur sempre utile alla causa e molto diligente (come suo solito) nella fase di non possesso. Ecco, sarà questo il focus di mister Pioli e della squadra: non importa chi scenderà in campo, l’importante è che chi vi scenda, renda. Che il Milan sia una squadra, che si lotti insieme, che si soffra uniti e che si sia pronti a dare tutto ciò che c’è da dare.
PARTITA IN SALITA, MA CHI PARTE SCONFITTO HA GIÀ PERSO
Inutile dire che giocare una semifinale di Champions League senza uno dei migliori giocatori in rosa sia una mazzata clamorosa. Ma il calcio è così, la ruota gira un po’ per tutti. E ad essere onesti, data l’assenza di Osimhen all’andata, contro il Napoli il Milan ha vissuto la situazione infortuni dalla parta fortunata della vicenda. Ora il karma, ammesso e non concesso che esista e che abbia un’influenza sostanziale nelle vite di tutti noi, ha presentato il conto alla squadra di mister Pioli. Ma ecco che partire sconfitti significa aver già perso: si parte pur sempre da uno 0-0, è pur sempre un derby (e in quanto tale è imprevedibile e lo sarà fino ai minuti di recupero del ritorno) e, a maggior ragione, ogni regola in un derby vale fino ad un certo punto. Oltre alla preparazione della gara entrano in gioco fattori mistici, quasi paranormali. Fattori che sarà compito di Stefano Pioli indirizzare e convogliare verso un esito soddisfacente anche senza Rafael Leao, con la speranza di poter contare appieno su di lui nella gara di ritorno, augurandosi che possa tornare a fare la differenza nei momenti più cruciali e decisivi di questo doppio confronto europeo.
di Luca Vendrame


