ESCLUSIVA MN - Regis: "Pulisic diventerà una star in Italia. Lui e Giroud sono complementari"
La redazione di MilanNews.it ha intervistato David Regis, ex difensore della nazionale americana con cui ha partecipato ai mondiali del 1998 e 2002. In carriera ha vestito le maglie di Lens, Strasburgo, Metz, Karlsruher SC, Troyes e Valenciennes.
Buongiorno David, il Milan ha preso Christian Pulisic. Qual è la tua opinione sul giocatore?
"Christian è un giocatore affermato che allo stesso tempo però ha un bel futuro davanti. Ha già giocato in diversi campionati dove si è sempre imposto. È di origini croate e come i suoi connazionali è bravo tecnicamente e ama avere la palla tra i piedi. Parliamo di quel tipo di giocatori che nel calcio di oggi se ne vedono sempre meno. Un numero 10 che ama verticalizzare e cambiare zona con grande velocità. Però lui è diverso dagli altri perché oltre al talento, è anche completo e ha questa capacità di adattarsi a tutti i suoi club a prescindere dal livello. Il Milan ha preso un giocatore impressionante."
Viene da una stagione deludente con la maglia del Chelsea a livello individuale e di squadra. Bisognerà recuperarlo dal punto di vista psicologico?
"Non credo perché Pulisic è un giocatore intelligente, ha tanta fame e vorrà dimostrare quello che vale. Poi se vuoi essere un top player devi sempre metterti in discussione. Il gioco del Chelsea non era adatto a lui, poi tanti giocatori hanno fallito lì lo scorso anno. A volte però una stagione "in bianco" è la miglior cosa che può capitarti in una carriera così da poter resettare tutto. Io sono convinto che sentiremo parlare molto di Pulisic l'anno prossimo. Bilancio negativo al Chelsea? Per niente, poi lui era nel gruppo che vinse la Champions League. Tante persone vorrebbero avere il suo CV... (ride n.d.r)."
Lei ha ricordato le sue origini e la sua brillantezza tecnica croate. E la Croazia nella sua storia ha sempre sfornato grandi giocatori. Da Boban a Suker passando per Modrić e Perisić. Ma Pulisic, che calcisticamente è cresciuto in Germania al Borussia Dortmund, cos'ha di americano?
"Il suo stile di gioco non è americano, anzi il contrario. Sono gli Stati Uniti ad essersi avvicinati al modo di giocare di Pulisic. Il suo vantaggio è che ha viaggiato tanto, ha conosciuto il calcio tedesco e quello inglese, ovvero il "calcio totale" come lo chiamano. Ora che arriva al Milan tatticamente dovrà lavorare... ma con il cuore e la tecnica che possiede sono convinto che non avrà difficoltà ad adattarsi."
È pronto per il tatticismo del calcio italiano?
"Sì perché come ho già spiegato Pulisic è un giocatore intelligente. E come tutti i croati tatticamente è forte grazie alla sua intelligenza calcistica. Basta fare l'esempio di Modrić. La gente dice sempre che è vecchio e magari corre di meno ma guardandolo giocare uno ha l'impressione che abbia ancora 20 anni perché sa dove posizionarsi in campo. Poi il lavoro di Pioli farà sì che si adatterà il prima possibile. Da voi diventerà una star."
Lui è polivalente: può giocare da trequartista ma anche ricoprire i ruoli di ala sinistra e destra. Con Leão padrone indiscusso della fascia sinistra magari sarà più facile per lui ritagliarsi il suo spazio dietro la punta o a destra. Secondo lei dove rende meglio?
"Sulla fascia non ce lo vedo perché lì devi essere incisivo e vivace. Piuttosto dà il meglio di sé quando gioca alle spalle dell'attaccante da trequartista o seconda punta. Lì è devastante perché ama partire da lontano per poi buttarsi negli spazi. Lui e Giroud sono complementari."
Nel Milan ritroverà Tomori, Loftus-Cheek e Olivier con i quali giocò al Chelsea. Questo lo aiuterà nell'adattamento in Italia?
"È importantissimo avere punti di riferimento e gente che ti spiega tutto quando arrivi in un nuovo club così da poterti concentrare sulle cose essenziali, ovvero il calcio. Io ad esempio al Karlsruhe ritrovai Marc Keller, al Lens invece c'era Frédéric Meyrieu che già conoscevo..."
I tifosi del Milan sono curiosi di sapere se Pulisic è uno che fa la differenza da solo, ovvero uno che può caricarsi sulle spalle la squadra e trascinarla alla vittoria?
"Secondo me no. Il Milan ha bisogno di lui così come lui però avrà bisogno della squadra. Il massimo per lui sarebbe di avere in squadra uno o due compagni che parlano la sua stessa lingua calcisticamente. In quel caso potrebbe far male. Occhio però perché Pulisic non è né Messi né Kakà che facevano la differenza da soli."
Infatti nonostante il suo talento enorme non ha saputo tirare fuori dalla crisi il Chelsea...
"Sì, non bisogna aspettarsi che faccia due gol e due assist decisivi ad ogni partita. Solo se la squadra intorno a lui funziona Pulisic può dare il meglio di sé. Il flop al Chelsea? Arrivare dopo Hazard al Chelsea non l'ha aiutato."
Dal punto di vista commerciale Pulisic poi sarà una miniera fondamentale per far crescere il Milan americano di Cardinale negli Stati Uniti. Marketing, turismo, introiti televisivi, vendita della magliette... Pulisic è l'americanizzazione carne e ossa in campo. Dietro il suo acquisto c'è anche tutto questo?
"Sicuramente sarà stata anche una questione di business ma io non credo che il Milan ne abbia bisogno. In America, così come in ogni paese, tutti conoscono il club rossonero. Magari il presidente Cardinale la penserà diversamente e per lui Pulisic è anche uno strumento per ottenere pubblicità. Non ci sono dubbi però che ora grazie al suo arrivo la ESPN trasmetterà più partite del Milan."


