Da calimero a stella: ecco il nuovo Pato
Pietro Mazzara
50 gol in 99 partite, non tutte portate a termine per vari motivi (infortuni e sostituzioni), e una media realizzativa a dir poco spaventosa pari a 0,510 reti a match. Nessuno, nella storia recente del calcio italiano, ha fatto meglio di Alexandre Pato a 21 anni.
L’attaccante rossonero, troppo spesso falcidiato da lunghi e dolorosi stop per problemi muscolari, sta facendo vedere quanto sia letale sottoporta quando il fisico e il cervello vanno di pari passo. 14 gol in campionato, tanti quanti Zlatan Ibrahimovic, non sono arrivati per caso e con ancora sei giornate a disposizione può provare ad abbattere il suo record personale di gol messi a segno in un’unica stagione, 15 gol, che resiste dalla stagione 2008-09 quando, dopo un girone d’andata superbo, tra infortuni e scelte tecniche venne relegato spesso ai margini del campo.
La forma ritrovata, così come la stabilità interiore, stanno portando Pato a quel processo di maturazione tanto atteso dai tifosi del Milan che gli sono sempre stati vicini, anche nei momenti più bui.
Lui, intanto, sta zittendo, gol dopo gol, partita dopo partita, tutti i suoi detrattori che lo additavano come un “mezzo giocatore” o “eterna promessa”, accusandolo di non essere mai decisivo nelle partite che contano. La risposta è stata servita su un piatto d’argento con i tre gol messi a segno contro Inter e Fiorentina che hanno regalato al Milan sei punti pesantissimi, confermandolo, allo stesso tempo, in vetta alla classifica.


