L'addio di Ibra e l'arrivo di Cristiano Ronaldo: forse è più importante battere la Sampdoria
Luca Serafini
Campagna elettorale o necessità di vendere i giornali? Il titolo di Cristiano Ronaldo non se lo sono inventati i media, lo ha dato Silvio Berlusconi che forse nel caso specifico ha pure in mente la campagna elettorale, ma certamente ha anche chiare le necessità di una squadra che – tornata competitiva nel campionato italiano – ha bisogno di innesti per risalire il gap anche in Europa. L’operazione Ronaldo è impossibile, può cascarci solo chi crede nell’impresa di uno 0- 4 in trasferta ma non è il caso di farsi troppe illusioni. Ciò che è possibile è che il Presidente del Milan sia ancora una volta disponibile a mettere mano al portafoglio per rinforzare la squadra. Bisognerà naturalmente interrogarsi prima sulla reale necessità di avere 25 giocatori di prima fascia in rosa, se poi a giocare sono sempre quei 14-15, ma questi sono problemi che riguardano l’allenatore e non solo quello rossonero.
Ibrahimovic in partenza? In tutta onestà non ci sembra che dai suoi atteggiamenti e dalle sue parole traspaia questo indirizzo, vero semmai il contrario e cioè che al Milan sembra aver imparato, per sua stessa scelta quando si è messo a fare il rifinitore prima che il cannoniere, che gli uomini importanti e decisivi sono almeno una mezza dozzina. Semmai, Ibra ha sotto agli occhi l’esempio di Seedorf che si è rimesso in gioco in un ruolo e con mansioni che non ama e che non voleva più sue. L’umiltà è l’aspetto più importante della convivenza dello svedese negli spogliatoi di Milanello e in questo senso onestamente il colpetto sul fianco di Rossi e gli insulti al guardalinee di Firenze non danno davvero la sensazione che stia meditando un altro clamoroso divorzio.
In tutto questo è davvero singolare la smania che assale ancora una volta i tifosi, in buona parte più impegnati a scoprire inesistenti segreti sulla prossima campagna acquisti che non ad attendere la gara con la Sampdoria con la stessa trepidazione con cui hanno vissuto le vigilie di Palermo, Inter e Fiorentina.
Mai sottovalutare gli avversari, specie quelli con l'acqua alla gola. A Milanello queste distrazioni non sembrano arrivate, anche perchè tutti sanno perfettamente bene che la campagna acquisti del Milan passa inevitabilmente per il piazzamento a fine campionato e inevitabilmente il primo argomento che dovrà affrontare Galliani a fine stagione, non saranno i nuovi contratti ma quelli vecchi. Prima di sottoscriverne di nuovi, vanno definite molto bene le posizioni di Seedorf, Nesta, Ambrosini, Pirlo. Mentre i primi 2 godono del vantaggio di stare (abbastanza) bene, i secondi hanno l’handicap di esser fuori da mesi. Noi pensiamo che siano e possano essere ancora tra gli importanti e decisivi, lo scudetto potrebbe portare un vento di fiducia o se preferite di buonismo nei loro confronti. Ma non andranno di vista le necessità di un puntello per ogni reparto, né del resto lo scarso utilizzo di cui (non) hanno beneficiato Sokratis, lo stesso Yepes, Emanuelson, mentre Cassano deve ancora consacrarsi in rossonero. Punti di domanda che al momento valgono assai più del futuro di Cristiano Ronaldo (che sarà ancora a Madrid) e Ibrahimovic (che sarà ancora al Milan).


