Milan-Torino 4-1: una lezione di calcio. Pulisic replica Bologna, infinity Giroud
Seconda partita e seconda grandissima prestazione del Milan di Stefano Pioli che abbatte con poche fatiche il Torino di Juric per 4-1 davanti a un San Siro quasi sold-out (72mila i presenti allo stadio). E con il leitmotiv della partita che si capisce sin dai primi minuti di gioco, quando i rossoneri si fanno vedere dalle parti di Milinkovic-Savic con le conclusioni di Leao, ispiratissimo oggi, e Theo Hernandez. Ma la prima vera occasione arriva al nono: Giroud si ritrova la palla sul mancino dopo uno scavetto, deviato, del terzino francese a cercare la profondità, ma l’ex Chelsea non centra di poco la porta sulla girata violenta. Mentre il primo squillo del Torino, se così si vuol chiamare, arriva su un cross di trivela di Vlasic per Sanabria che viene fermato all’ultimo da un’ottima uscita di Maignan. Al 20’, poi, Juric è obbligato a un cambio: problemi muscolari per Sanabria, dentro l’ex Milan Pellegri. Dopo 4’ minuti sono ancora i rossoneri a farsi pericolosi: Leao si libera bene e di mancino trova una fucilata che termina di poco alta - anche se centrale - sopra la traversa del portierone granata. Una conclusione che anticipa l’1-0, visto che il Torino inizia ad alzare il proprio baricentro, ma con ciò è costretto a fare i conti con le ripartenze fulminee della squadra di Pioli. E al 33’ arriva il vantaggio del Diavolo: dopo un break a centrocampo, Loftus-Cheek, servito in area di rigore, punta e salta Ricardo Rodriguez sull’out di destra e lascia partire una rasoiata verso il centro dell’area che viene appoggiata in rete dal piattone di Pulisic.
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Il Torino, però, 3’ minuti più tardi trova in modo totalmente fortuito la rete del pareggio: Ricci svirgola un tiro da fuori con la palla che carambola sui piedi di Schuurs, che di prima rovescia in modo goffo sul palo alla destra di Maignan. Il portiere francese non si fa trovare prontissimo e i granata possono così festeggiare l’1-1. Sembra tutto indirizzato verso una prima frazione sul pari, ma al 42’ Buongiorno, spingendo Giroud, tocca di mano e non rende giocabile il pallone a Calabria alle sue spalle. Mariani va al Var e assegna la massima punizione al Milan: il numero 9 si presenta dagli 11 metri e, come da copione, spiazza Milinkovic-Savic. Ma non è tutto: perché sugli sgoccioli del primo tempo Theo trova un gol alla Theo. Scambio palla con Leao sull’out di sinistra e pallonetto in corsa da posizione ravvicinata e defilata che timbra il 3-1 e che chiude i primi 45’ minuti.
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La seconda frazione di gioco si riapre, al 51’, con un parziale black-out a San Siro: i tabelloni e alcune luci dello stadio si spengono. La visibilità per continuare a giocare comunque c’è: Mariani si confronta con i capitani e si decide di proseguire. E nel giro di quattro minuti, il Milan va vicino al poker prima con Loftus-Cheek, servito di sponda da Giroud, che spara rasoterra, e per poco non infila sotto le gambe di Milinkovic-Savic, e poi con Pulisic, che in fotocopia come a Bologna, scambia con Giroud al limite e spara questa volta alto di poco. Il Milan non smette di premere sull’acceleratore e al 60’ si rende pericolosissimo con una sgasata tremenda di Leao sulla sinistra: il portoghese dribbla Schuurs e trova un assist al bacio per Reijnders, che, però, apre troppo il piattone e si divora un gol già fatto. Ma al momento del passaggio, il difensore olandese entra clamorosamente in ritardo sulla caviglia del lusitano e Mariani, ancora una volta al Var, non può che assegnare il secondo rigore di serata ai rossoneri. Giroud si ripresenta e non sbaglia, a San Siro è 4-1.
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Subito dopo la terza rete in campionato del bomber francese, al 65’, Pioli ne cambia tre: fuori Loftus-Cheek, Leao e Giroud e dentro Musah, Chukwueze e Okafor. Per 10' minuti poi la partita diventa un torello monotono e noioso che viene spezzato da una conclusione velleitaria dai 30 metri dell'ex Ricardo Rodriguez, che permette solo l'ingresso in campo di Kjaer, subentrato a Thiaw. Fino all'86' il Milan continua ad amministrare la partita e, vista la serenità derivante dal risultato, Pioli fa respirare Theo e concede qualche manciata di minuti a Florenzi. Il triplice fischio di Mariani arriva dopo due conclusioni nel recupero di Pulisic e Reijnders, entrambe terminate fuori dallo specchio della porta.


