Gila, pilastro indispensabile per la difesa rossonera: la sua presenza in campo fa tutta la differenza del mondo
Le prime indicazioni che arrivano dalle due giornate di Serie A riguardanti la difesa e la fase difensiva rossonera si alternano tra indicazioni positive ed aspetti che invece sono assolutamente da sistemare. La squadra complessivamente difende molto più alta rispetto all'anno scorso, con una prima pressione feroce uomo a uomo ad andare a prendere fin dalla propria area gli avversari. Così facendo chiaramente, aumentano gli spazi alle spalle dei difensori che passano la maggior parte della partita con i piedi sulla linea di centrocampo. Questo sistema può portare indubbiamente molte occasioni da gol in caso di recupero palla vicino alla porta avversaria, ma, allo stesso tempo, rende la squadra molto più vulnerabile.
MARIO GILA, CON O SENZA C'È TUTTA LA DIFFERENZA DEL MONDO
Ed è proprio per quanto detto nel paragrafo precedente che Mario Gila, arrivato quest'estate al Milan per 30 milioni di euro, sta già dimostrando di essere indispensabile per il Milan di Amorim. Oltre alle capacità individuali, delle quali dopo parleremo, lo spagnolo è perfetto per lo stile di gioco con il quale il tecnico portoghese sta improntando la squadra, vista la sua grande velocità che gli permette di recuperare velocemente il campo libero alle sue spalle e di non farsi prendere in velocità dagli attaccanti che attaccano la profondità. Oltre a questo elemento tattico, anche a livello personale il numero 34 sta dimostrano di essere un difensore con la D maiuscola.
LEADERSHIP E "CAZZUTAGGINE": GILA E' GIÀ LEADER DELLA DIFESA
Parlando dunque delle qualità a livello individuale, Gila sta confermando, se ce ne fosse stato ancora il bisogno, di essere un difensore scomodo e ruvido per gli attaccanti che deve marcare. Intensità nei contrasti, forza, "cazzutaggine", decisione, sono alcuni degli aggettivi migliori per descrivere a parole cosa sia Mario Gila. In fase di possesso invece, è importante la capacità di progressione palla al piede che spezza completamente in due le squadre avversarie che si vedono trafiggere da un treno in corsa. A livello tecnico possiamo definire educato il piede destro dello spagnolo, anche se, tra tutte le sue caratteristiche, è forse quella che presenta più margini di crescita per un ragazzo che, in poche settimane, si è già preso completamente le chiavi della difesa rossonera.


