ESCLUSIVA MN - Camolese: "Milan rinforzato ma presto per i giudizi: con Reijnders ci hanno visto bene"
Con il mercato ormai concluso e il campionato già giunto alla sua terza giornata, il Milan si è ormai tuffato nella nuova stagione e lo ha fatto anche molto bene. In merito all'estate rossonera e all'inizio di Serie A, la redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva l'ex allenatore del massimo campionato italiano Giancarlo Camolese. Ecco le sue dichiarazioni.
Signor Camolese, secondo lei il Milan si è rinforzato o indebolito dopo le partenze di Tonali, Brahim Diaz e Ibrahimovic e gli arrivi di Pulisic, Loftus-Cheek, Okafor e compagnia?
"A me sembra che in linea di massima il Milan si sia rinforzato però è un po' presto per il giudizio. Ci sono tanti giocatori nuovi che avranno bisogno di un pò di tempo e un pò di pazienza. Però insomma Pioli è un bravissimo allenatore e tutti questi nuovi giocatori alla fine daranno il loro contributo. Hanno già iniziato bene perché andare a vincere a Bologna non era facile. Ma quando ci sono i risultati l'inserimento per i nuovi è anche più facile."
Pulisic è andato in gol al debutto come Van Basten, Weah e Sheva. Cosa pensa dell'impatto dell'americano?
"Pulisic è un ottimo giocatore, d'altronde non è che vai in società come il Chelsea se non hai qualità. Probabilmente per lui era venuto il momento di cambiare per giocare con più continuità, cosa che il Milan gli può dare. È una certezza perché è il giocatore che aveva alle spalle più esperienza ad alto livello."
Tijjani Reijnders era già un idolo dei tifosi prima di sbarcare a Milano ma grazie alle sue prestazioni e quel sorriso contagioso lo è diventato ancora di più. Giudizio sull'ex Alkmaar?
"Con l'olandese lo scouting ci ha visto proprio bene perché non giocava in una delle prime tre squadre olandesi come Ajax, PSV e Feyenoord. Sarà un giocatore utile e via via si vedranno anche gli altri. I rossoneri sono dentro tante competizioni e una squadra come il Milan deve sempre provare a vincere. Alla fine ci sarà spazio per tutti."
Sfumato Taremi, alle spalle di Giroud scalpita Okafor. Ma c'è davvero bisogno di una punta?
"Dipende sempre dalla qualità dell'attaccante, se è un investimento della società o se invece è un giocatore pronto che deve giocare subito. Io credo che Okafor possa fare anche l'esterno nel sistema di gioco di Pioli. Magari in alcune occasioni lo vedremo giocare anche sulla fascia. Noah ha già fatto la Champions ad ottimi livelli e darà il suo contributo anche in rossonero. Io dico sempre che i problemi gli allenatori ce li hanno quando non hanno i giocatori forti. Quando li hanno devono gestirli quindi meglio averli. E in questo Pioli ha già dimostrato di saper tenere compatto il suo gruppo."
Rafa Leão è la stella del Milan e forse anche del campionato insieme a Lautaro Martinez, Kvicha Kvaratskhelia, Romelu Lukaku e Victor Osimhen. Potrà finalmente raggiungere quota 20 gol in campionato? Oltre 16 non ci è mai andato...
"È nelle sue potenzialità però dovrà essere più continuo che è quello che un pò è mancato in alcuni momenti nella scorsa stagione. Acquisterà questa continuità grazie all'esperienza dell'anno scorso e alla conoscenza dell'ambiente. Rafa ha tutte le qualità per essere un giocatore da doppia cifra di gol ma soprattutto di grande rendimento."
Arrigo Sacchi ha spesso rimproverato Leão per lo scarso rendimento in fase di non possesso. Secondo lei il portoghese dovrebbe aggredire di più il portatore di palla o risparmiare le sue energie per la fase offensiva?
"Sicuramente l'aspetto difensivo è da migliorare. A certi livelli c'è bisogno che i giocatori sappiano fare tutto: difendere e attaccare. Basta vedere le finali di Champions e Coppa del mondo. Ormai nelle squadre che vincono ad altissimi livelli i giocatori sanno fare bene le due fasi. Rispetto a quello che ha detto Arrigo Sacchi io aggiungo che per me Rafa dovrebbe muoversi di più su tutto il fronte d'attacco come nello sviluppo dell'azione. Leão si trova bene sull'esterno però se impara a venir dentro il campo e farsi trovare tra le linee è un arma in più che il Milan può sfruttare. È una questione di saper leggere la partita perché non sempre viene dalla tua parte dove sei tu, a volta bisogna anche andare a cercarsela la palla. Forse in quello ci sono ancora margini di miglioramento."
Però rispetto all'anno scorso non c'è più questo squilibrio ai lati dell'attacco. Se anche Rafa dovesse prenderei una pausa, a sinistra c'è la fantasia di Pulisic e Chukwueze ciò che renderà la manovra più fluida e meno prevedibile. È d'accordo?
"È chiaro che gli allenatori cercano sempre l'equilibrio. Una squadra che prevalentemente è forte da una parte viene poi letta anche meglio dagli avversari. Nel riequilibrare dal punto di vista tattico diventa tutto più complicato per gli altri. E ovviamente quest'anno ci sono delle soluzioni in più che Pioli cercherà di sfruttare."
Il Milan è la squadra di Serie A che più si è rinforzata in questo mercato?
"Io penso che il Milan sia sicuramente al livello delle prime. La società ha lavorato per correggere quello che Pioli avrà visto e per equilibrare la squadra di più in tutti i reparti. In mezzo al campo, davanti e sulla fascia destra c'era da fare qualcosa. E credo che alla fine il Milan ha migliorato la sua rosa. Poi vincere dipende da tante cose."
Quindi Milan è una della favorite e non LA grande favorita per lo Scudetto?
"Direi una delle favorite. Bisognerà aspettare per capire un pò meglio. Magari il Napoli ha cambiato poco ma ha vinto lo Scudetto con 15 punti di vantaggio e ha tenuto Osimhen. Mentre l'Inter ha preso giocatori di qualità avendo già una rosa forte. Credo che nasca un campionato più equilibrato in testa con 4-5 squadra che possono dire la loro."
Con gli arrivi di così tanti giovani, uno come Ibrahimovic all'interno dello spogliatoio non avrebbe fatto comodo secondo lei?
"Zlatan ha fatto la sua scelta tenendo conto del suo fisico che non lo ha più aiutato. Anche i migliori fanno ragionamenti e stare in un ambiente senza poter dare il proprio contributo o in maniera marginale poco si addice a queste personalità. Ibrahimovic probabilmente ne avrà parlato con allenatore e società per arrivare alla conclusione che sappiamo. Il Milan però è un grande club e deve andare oltre questi giocatori che verranno però sempre ricordati come grandi campioni."
Intervista di Alessandro Schiavone


