L'anticipo di Galli - Esperienza, gioventù e milanismo: gli attaccanti che vorrei
Se siete scaramantici, fermatevi qui. Se invece accettate di proseguire nella lettura, facciamo gli scongiuri, perché l’aritmeticasicurezza ancora non c’è, e cominciamo a pensare a una stagione che ci vedrà disputare la Champions League. Una stagione, quindi, che richiederà un irrobustimento della rosa rossonera sia dal punto di vista della qualità che da quello della quantità. Siamo pronti? Partiamo all’attacco, anzi, dall’attacco.
Oggi il Milan ha cinque attaccanti: due prime punte (Füllkrug e Gimenez) e tre seconde punte, o esterni offensivi (Leao, che pure si è sacrificato da prima punta, Pulisic, Nkunku). Credo che questo sia un pacchetto che consentirebbe di giocare sia con l’attuale attacco a due, sia con un più arrembante attacco a tre, avendo almeno due alternative per ruolo (Saelemaekers potrebbe essere l’altro esterno); non è affatto detto, però, che i nomi siano questi. Anzi, tutto fa pensare che proprio nel ruolo di prima punta, certamente il nodo più irrisolto della stagione in corso, ci saranno i maggiori cambiamenti. Ed è di questo che voglio parlare oggi.
In realtà il mercato del Milan per la prossima stagione è già iniziato. Ad aprirlo è stato l’acquisto di Andrej Kostic, classe 2007, proveniente dal Partizan (anche se è montenegrino). Con le giovanili del Partizan, Kostic ha disputato la Youth League, segnando 4 gol in 4 partite; una volta chiamato in prima squadra ha messo a segno 8 gol in 20 presenze. Kostic è una punta centrale di grande struttura fisica (1,88), forte nel gioco aereo e abile nel proteggere palla. Può partire anche da sinistra per accentrarsi ed utilizzare il destro, il suo piede forte (alla Leao, per capirci).Efficace negli attacchi alla profondità, sa anche dialogare con i compagni. Ha già avuto modo di assaggiare il calcio italiano,sebbene a livello giovanile, nella partita del 5 settembre 2025, tra Italia e Montenegro Under 21, quando gli sono bastati 4 minuti per lasciare il segno. Di lui dice un gran bene il Genio Savicevic, pure montenegrino, ma in ogni caso mi fido molto di Igli Tare, un direttore sportivo che quando ha pescato nei Balcani raramente ha sbagliato il colpo. È chiaro tuttavia che la scelta del giovane attaccante montenegrino non può bastare: il comunicato ufficiale del club parla infatti di un inserimento graduale nell’ecosistema rossonero attraverso Milan Futuro (che sta facendo un buon campionato e che verosimilmente sarà comunque ripescato in serie C) proprio per favorirne l’ambientamento in Italia.
Insieme a Kostic il mio auspicio è quello di vedere al Milan un giocatore come Robert Lewandowski, un finalizzatore spietato che non ha bisogno di presentazioni: nella sua lunga carriera vanta 131 presenze e 74 goal con il Borussia Dortmund, 253 presenze e 238 goal con il Bayern, 124 presenze e 80 goal con il Barcellona, 165 presenze e 89 goal con la nazionale polacca. Certo, la sua data di nascita (1988) desta qualche perplessità, ma ripetere un’operazione “usato sicuro” come quella fatta con Modric potrebbe essere un valore aggiunto in casa rossonera dove – Allegri lo ha fatto capire – servono giocatori esperti, navigati e pronti per le grandi battaglie internazionali.
Infine, a completare l’opera, un acquisto che mi stuzzicherebbe molto è quello di Nicolò Tresoldi. Forse ne avete sentito parlare: l’attaccante classe 2004 nato a Cagliari, doppia cittadinanza italiana e tedesca, milita nel Bruges dove quest’anno ha segnato 13 goal in 20 partite da titolare, di cui 3 in Champions League contro Barcellona, Atletico e Monaco. I numeri parlano da sé, la valutazione è alta (30 milioni) e trattare con il Bruges ci ha sempre dato più dispiaceri che gioie: ma per un giocatore così credo valga la pena di affrontare un’altra volta i coriacei mercanti belgi. Perché? Perché oltre alle sue qualità realizzative il ragazzo è, come si dice, “un milanista di titanio”. Recentemente ha dichiarato: “Il sogno di giocare nel Milan è sempre nella mia testa, ci penso ogni mattina appena mi sveglio”. Capito? Nicolò ha finora indossato la maglia della nazionale tedesca fino all’U21 e potrebbe pertanto essere ancora eleggibile per la nostra nazionale maggiore. Ha il passaporto italiano, è ancora molto giovane, è milanista e nel breve-medio termine potrebbe esplodere definitivamente: farselo scappare sarebbe un peccato.
È chiaro che queste scelte porterebbero necessariamente a una profonda revisione dell’attuale reparto offensivo rossonero: Füllkrug, che ha dato l’impressione di mettercela tutta ma non è stato fortunato, potrebbe non essere riscattato; mentre per gli enigmi Gimenez e Nkunku la sensazione è che le porte in uscita siano aperte, sempre che arrivino offerte congrue.
Non ci resta, quindi, che vivere il finale di campionato, per staccare definitivamente il biglietto per l’Europa (quella bella e ricca), e nel frattempo attendere l’evolversi del mercato, con l’obiettivo di tornare protagonisti anche in Europa. La squadra ha una buona intelaiatura e un gruppo compatto e affiatato: pochi inserimenti di alto livello potrebbero davvero farle fare il salto di qualità.






