Milan al bivio. Il momento delle scelte. Galliani, un grande sì
L'ultimo capitolo di un campionato particolare nel quale il Milan, va ricordato, è sempre stato in Champions League. Chiuderlo oggi con un pass per l'Europa che conta sarebbe sicuramente meritato. È scontato dover scendere in campo senza sottovalutare l'avversario, che sarà leggero dopo aver raggiunto la salvezza la scorsa settimana. Dopodiché, lo ribadiamo, arrivare in Champions non deve spostare neanche di un millimetro la barra sulla necessità di rifondare la Società. Probabilmente già da domani sapremo che direzione prenderanno i cambiamenti. Il Club è di fronte a un bivio e con esso a un momento cruciale: altre scelte sbagliate segneranno negativamente anche la prossima stagione, mentre decisioni giuste potrebbero dare qualche speranza in più per il futuro del Milan.
Massimiliano Allegri quest'anno non è esente da colpe, soprattutto nella seconda parte. Ma è altrettanto evidente che nel mondo rossonero rappresenti il bene, rispetto al male: laddove per bene si intende un professionista che aspira al massimo per la propria squadra e a vincere (particolare che dovrebbe essere scontato, ma non lo è per tutti). Ecco perchè l'uscita del tecnico sarebbe l'ennesimo colpo tremendo a un Club che di sportivo ha ormai molto poco.
La speranza è che la rifondazione allontani dal Milan figure come quella di Giorgio Furlani e di Zlatan Ibrahimovic. Il primo ha svolto il ruolo di amministratore delegato interferendo nell'area sportiva in maniera a dir poco sbagliata. Il secondo ha svolto il ruolo di... non si capisce che cosa, dimostrando di non poterci proprio stare, in nessuna veste. Tanto meno quella del sabotatore. Ma questo doveva essere ben chiaro prima ancora di riportarlo attorno al Milan.
Il ritorno di Adriano Galliani, invece, potrebbe essere un primo punto di ripartenza. Sul tema, più di qualcuno eccepisce, sottolineandone l'età, quasi 82 anni. Ma non deve avere la freschezza fisica per fare uno scatto sul fondo o un recupero in mezzo al campo. Riporterebbe milanismo, competenza, grande capacità comunicativa, voglia di fare bene e abilità a incidere a livello politico e istituzionale. Tutti campi nel quale il Milan oggi è a dir poco carente.
Galliani come guida "spirituale" e riferimento del nuovo Milan: un grande sì, senza controindicazioni. È altrettanto ovvio che non basti lui a rilanciare il Club e che a monte ci sia, purtroppo, l'enorme problema chiamato Proprietà. Questa, per un po', non cambierà...






