Proprietà, dirigenza, allenatore e squadra: in questo fallimento non si salva nessuno
Non si salva nessuno nel Milan che è riuscito nell'impresa di non qualificarsi alla prossima Champions League. I rossoneri hanno buttato via una stagione iniziata alla grande, ma terminata nel modo peggiore possibile, con un quinto posto che non può soddisfare nessuno. Il fallimento del Diavolo è totale e riguarda tutti: dalla proprietà alla dirigenza, dall'allenatore alla squadra.
PROPRIETÀ
C'è un famoso proverbio che dice che il pesce puzza sempre dalla testa. Ed è così anche al Milan: se la proprietà non è ambiziosa, come possono esserlo la società e la squadra? Gerry Cardinale, a parole, continua a ripetere che non è vero che pensa solo ai soldi e che la sua priorità sono le vittorie, peccato che poi i fatti dicano il contrario. Nell'ultimo periodo ha provato a farsi vedere più vicino alla squadra, ma non è bastato. Il suo Milan continua a fallire e il primo responsabile non può essere che lui.
DIRIGENZA
L'unica cosa che ha caratterizzato la stagione della dirigenza milanista sono state le guerre interne che non hanno fatto altro che indebolire il Milan perché non è un mistero che senza una società forte, una squadra non può essere forte. Ognuno ha pensato più a sè stesso che al bene del club rossonero e questo è il risultato. Tra i vari dirigenti ci sono stati troppi contrasti che hanno creato solo confusione e ora tutti devono pagare per gli errori commessi.
ALLENATORE
Max Allegri è forse il meno colpevole, probabilmente se non ci sono fosse stato lui il Milan non si sarebbe nemmeno giocato la Champions fino all'ultima partita, ma anche da lui era lecito aspettarsi qualcosa in più nel finale di stagione. Se nella prima parte ha avuto il merito di creare una squadra solida, unita e compatta, nella seconda il suo Milan si è sgretolato e lui non ha saputo trovare i rimedi giusti. Senza la Champions è in arrivo l'esonero, ma non può e non deve essere l'unico a pagare.
SQUADRA
Vale lo stesso discorso fatto per Allegri, cioè bene nella prima parte e male nella seconda, ma con un'aggravante: si può affrontare le ultime partite decisive con quell'atteggiamento? L'ultima partita contro il Cagliari già salvo è solo l'ultimo esempio: era il Milan a giocarsi la Champions oppure i sardi? Qualcosa deve essere successo, qualcuno ha chiaramente abbandonato la barca e la squadra unita della prima parte di annata è sparita.
COSA SUCCEDERÀ ORA?
Vedremo cosa deciderà di fare Gerry Cardinale che si dice stia lavorando da tempo per riorganizzare il club in tutti i settori, dentro e fuori dal campo. Al di là dei nomi e degli scenari, la priorità deve essere una: il Milan deve tornare ad essere uno solo senza più mille anime interne e tutti devono pensare solo al bene del Diavolo. Se lo meritano la storia di questa società e soprattutto i suoi tifosi che sono stufi di vedere questo scempio.






