Non più una novità: rendetevi conto di quanto sia cambiato Cardinale! Oneri, onori e differenze
Questa mattina, attorno alle 9.10, Gerry Cardinale si è presentato a Milanello per assistere all'allenamento mattutino della squadra e per un summit di mercato con Ruben Amorim e con il resto della dirigenza. Ormai, non una novità. Non più. Per quattro anni il proprietario rossonero è stato assente e lontano; ora, è molto presente, fisicamente e non, in ogni ambito del club, a cominciare da quello sportivo.
L'evidente cambiamento di Cardinale
Il cambiamento, dunque, c'è già stato ed è evidente. Però non basta: ai milanisti, scottati dagli ultimi anni di fallimenti, i 75 milioni di euro spesi per Goncalo Ramos e i 30 milioni di euro pagati per Mario Gila, la presenza durante la conferenza stampa di presentazione di Ruben Amorim e l'accoglienza riservata ai calciatori convocati per il primo giorno di ritiro, non possono cancellare tutte le delusioni. Però è chiaro che si è iniziato bene. RedBird, d'altronde, ha preso un Milan Campione di Italia e lo ha portato fuori dalla Champions League per due stagioni consecutive. Però Cardinale, fino ad oggi, è stato lontano dalle decisioni: ha scelto chi doveva decidere, non le ha prese direttamente, soprattutto quelle a carattere sportivo. Ora c'è, decide, e si è mostrato come primo (e unico) responsabile di tutto ciò che accadrà nel mondo Milan. Oneri e onori, naturalmente.
La differenza col recente passato
Cardinale è a capo di un team che fa il mercato rossonero. E questo segna una differenza profonda rispetto al recente passato: quando c'era Furlani, le decisioni non le prendeva uno solo e c'era tutto, tranne che unità di intenti; ora, tra nomi poco conosciuti e tecnici, tutti remano nella stessa direzioni e tendono verso Cardinale che, a sua volta, cercherà di seguire le richieste di Amorim, tra opportunità in entrata - trequartista, esterno, secondo difensore centrale - e cessioni (Leao in primis). Non fermandosi solo a Goncalo Ramos e a Gila.


