ESCLUSIVA MN - Cuomo: "Mercato bloccato? Non sono preoccupato. Quando si fa boom... Vado controcorrente su Allegri"
Michael Cuomo, giornalista di TeleLombardia, ha rilasciato una intervista esclusiva a MilanNews.it per approfondire alcuni temi legati all'attualità rossonera: dall'impatto di Ruben Amorim al calciomercato passando per la nuova modalità di gestione del Milan da parte di Gerry Cardinale.
Un mese dal cambio di dirigenza, un mese alla prima di campionato: sei fiducioso o preoccupato?
"Non sono preoccupato: si è in ordinaria amministrazione, è normale amministrazione, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell'estate e del mercato in particolare. Io sono curioso di vedere se dalle parole di passerà ai fatti. Poi, diciamolo chiaramente: l'Inter è bloccata, il Napoli è bloccato, la Roma è bloccata, la Juventus sta facendo ma affare di basso profilo... Il Milan si è mosso e ora sta valutando il da resto da fare".
Ci sarà Leao tra un mese nel Milan di Amorim?
"Faranno di tutto per separarsi. Poi, se non ci si dovesse riuscire, giocherà e dopo due partite con gol si tornerà ad esaltarlo e dopo due partite meno belle si tornerà a discuterlo. È la storia di Leao questo. Poi non ce lo vedo a fare sacrificio nel 3-4-2-1 di Amorim eh...".
Rivedi entusiasmo nel mondo Milan?
"Nelle ultime estati abbiamo vissuto mercato boom e mai campionato boom: l'equazione non è quasi mai stata seguita. Pensate all'Atalanta di Gasperini, che si pensava dovesse cadere ogni anno e, invece, ogni stagione andava meglio di quella precedente. Pensate all'Inter l'anno scorso, affidata all'esordiente Chivu e reduce da un'estate tribolata in spogliatoio dopo il 5-0 di Monaco: ha vinto due trofei, più di quanto fatto con un grande allenatore come Simone Inzaghi. Con questo voglio dire che no mi fa ccio trascinare dall'entusiasmo: lo raccontiamo, lo viviamo e ne siamo felici, ma poi ciò che conta è l'esecuzione. Lo ha detto anche Cardinale in conferenza stampa. Perché l'unico giudice è il campo e l'unica cosa che conta sono i fatti. Quindi: le parole ci sono state, le basi concettualmente sono buone, ma poi bisogna eseguire".
La permanenza di Modric che senso ha?
"Nello spogliatoio c'era bisogno di un ministro, di un sindaco. Si possono dire tante cose dell'estate del Milan, ma il timbro al nuovo progetto di Cardinale è il fatto che Modric ti dica sì. È un grande segnale. Immaginatevi cosa si sarebbe detto se Modric avesse detto no al Milan: 'Eh chissà cosa ci ha visto, chissà cogli ha detto Cardinale, chissà che progetto deve essere'. E, invece, la situazione pare essere un'altra. Il fatto che lui abbia detto sì al Milan è una grande cosa. La sua intenzione è lasciare il Milan dove lo ha amato: in Champions League".
Una provocazione: cedi Leao ad una cinquantina di milioni e prendi Karetsas. Lo faresti?
"Sarebbe aderente al Milan. Io dico una cosa: non sono i nomi che ti fanno vincere il campionato. E vado controcorrente rispetto al pensiero di un allenatore che stimo come Allegri. La sua teoria è molto semplice: più calciatori bravi hai in rosa, più vinci. È sicuramente vero in generale, ma il campionato italiano, negli ultimi anni, non ti ha sempre detto questo; basti vedere il Napoli di Spalletti o cosa è successo l'anno scorso all'Inter con un allenatore debuttante. Io ho percepito grande entusiasmo nelle parole di Gila per Amorim: è importante che i giocatori, forse anche a prescindere dal nome che portano dietro la maglia, seguano l'allenatore nella sua idea di calcio".
La differenza più grande rispetto al passato?
"Vi faccio un esempio. Un anno fa, se si fosse trattato Karetsas, avremmo detto: 'Eh, questo lo vuole Tare, lo vuole Moncada, per Furlani costa troppo, Allegri cosa se ne deve fare'. Invece, quest'anno sappiamo che è una scelta della dirigenza al completo su richiesta esplicita dell'allenatore, perché, rispetto a quanto successo con Furlani, remano tutti nella stessa direzione".


