Non l'ho mai visto giocare, ma a San Siro c'era sempre. Tutti i milanisti si sono sentiti protetti da Franco Baresi
Franco Baresi non l’ho mai visto giocare. Eppure, a San Siro, lui c’era sempre. Il suo cognome e il suo numero volavano in una delle bandiere della Curva Sud, lui che è stato la Bandiera del Milan, icona per i milanisti e simbolo - se ce n’è uno - dei valori di questo club.
Quel “Baresi” e quel “6” sulle maglie dei calciatori non si sono mai più visti dopo di lui, ma regnavano sulla testa di tutti coloro che, di domenica in domenica, hanno calcato il prato di San Siro. Quasi a guidarli, come uno di loro, dall’alto della sua personalità, della sua leadership, del suo carattere e della sua credibilità, acquisita in tanti anni di vita e di calcio vissuta all'insegna dei giusti valori. Tanto agonistico e orgoglioso in campo, tanto silenzioso mite fuori. Sapeva chi era senza il bisogno di dimostrarlo. E tutti gli hanno sempre portato quel rispetto che si deve ai grandi. Qui, però, per grandi si intende grandi uomini. Come Franco Baresi, che poi è stato anche grande campione.
Ed ecco che, pur non avendolo mai visto giocare, l’ho sentito vivo in ogni partita, in ogni racconto e in ogni tifoso che ne ha ricordato le gesta. Tanti milanisti si sono sentiti protetti da Baresi nel corso della loro vita calcistica: un difensore dei cuori, pronto a ricordare, con la sua presenza e la sua autorevolezza, cosa voleva dire essere del Milan. Oggi, che se ne è andato mostrando tutta la fragilità dell’essere umano, Franco Baresi è stato ancora una volta grande.


