ESCLUSIVA MN - Leggenda Svezia Joachim Bjorklund: “Baresi? Senza di lui non avremmo avuto Nesta, Maldini e Cannavaro. Uno dei più grandi di sempre: da solo zittì Romario e Bebeto nel 1994. In più era guardalinee: fenomeno"
Joachim Björklund, leggenda del calcio svedese, ha concesso un’intervista esclusiva ad Alessandro Schiavone per MilanNews. Considerato uno dei migliori difensori svedesi della sua generazione, Björklund fu protagonista del terzo posto della Svezia ai Mondiali di USA ’94, al fianco di giocatori del calibro di Henrik Larsson, Martin Dahlin, Thomas Brolin, Thomas Ravelli e Kenneth Andersson.
Nel corso della sua carriera ha vestito le maglie di Göteborg, Rangers, Valencia, Wolverhampton e Sunderland, oltre ad aver vissuto due esperienze in Italia: al Vicenza nella stagione 1995/96 e al Venezia nel 2001/02. Il destino volle che Baresi saltasse la vittoria per 1-0 del Milan a Göteborg nel 1993, gara nella quale Björklund fu invece protagonista. Lo svedese era però assente nella sfida di ritorno, quando Marco van Basten trascinò da solo i rossoneri travolgendo il Göteborg con quattro gol. I due si sarebbero poi ritrovati di fronte in Serie A, in un Milan-Vicenza del marzo 1996.
A Björklund, che oggi allena il Göteborg nella Allsvenskan svedese, abbiamo chiesto quanto fosse forte Franco Baresi come difensore, quale eredità abbia lasciato nel calcio e quanto abbia influenzato la generazione di centrali italiani venuta dopo di lui.
Joachim, quanto era forte Franco Baresi come difensore?
“Innanzitutto, la sua morte è una notizia molto triste. È stato uno dei più grandi di tutti i tempi, con una carriera fantastica durata vent’anni al Milan. E ha giocato così a lungo per una delle migliori squadre della storia. Faceva parte della miglior linea difensiva di sempre, insieme a Tassotti, Costacurta e Maldini. Ovviamente è una notizia davvero triste".
Da difensore centrale, cercavi di studiare Baresi e di prendere spunto da lui?
“No, non ero proprio quel tipo di giocatore. Lui era molto più elegante di me. Io mi concentravo sulla marcatura e sulla corsa, mentre lui aveva qualche freccia in più al suo arco. Era un grande giocatore sia con la palla sia senza, sapeva gestire la linea difensiva e portarla in avanti. E poi faceva anche il guardalinee. Ogni volta che alzava la mano, il guardalinee alzava la bandierina. E questo merita rispetto. Baresi era un giocatore fantastico, mancherà tantissimo".
Come faceva a mettere gli attaccanti in fuorigioco?
“Era intelligente e aveva una grande comprensione del calcio. Come sapete, non era il più grande fisicamente, non era il più veloce, ma probabilmente era il più intelligente. E questo nel calcio è sufficiente".
Hai detto che faceva parte della miglior linea difensiva della storia. Era lui il migliore dei quattro oppure Paolo Maldini?
“Per me Maldini (a malincuore, ndr). Ma è una scelta davvero difficile. Per me Maldini era persino migliore e forse era ancora più iconico, sia nel calcio italiano sia per il Milan. Ma è davvero 'touch and go'. Due dei migliori difensori che il mondo abbia mai visto".
La vostra Svezia avrebbe potuto affrontarlo in finale a USA ’94, se aveste superato il Brasile in semifinale. Ricordi la sua partita iconica contro la Seleção al Rose Bowl di Pasadena?
“Sì, ho assistito a quella finale dal vivo. Era il giorno dopo la nostra partita per il terzo posto contro la Bulgaria. A dire il vero, non fu una finale molto emozionante, purtroppo non si vide il miglior calcio. E per Baresi stesso non fu il momento di cui andare più fiero, perché sbagliò il rigore…”.
Ma fu comunque incredibile e la partita non sarebbe nemmeno arrivata ai rigori senza le sue prodezze…
“Zittì Romario e Bebeto, cosa che noi non eravamo riusciti a fare qualche giorno prima. In semifinale siamo stati battuti comodamente dal Brasile, che era la squadra migliore. Non siamo nemmeno stati vicini alla finale…”.
Quale eredità lascerà nel calcio? In quel famoso video dopo lo scambio delle maglie, Maradona parlò in maniera entusiastica di lui, riconoscendogli di essere un difensore straordinario. E tanti lo hanno definito il Maradona dei difensori…
“È una cosa ben riassunta dalle parole di uno dei più grandi, se non il più grande, calciatori di sempre. Baresi è stato uno dei più grandi difensori che abbiano mai calcato un campo da calcio, senza dubbio".
È stato l’idolo di Nesta, Cannavaro, Maldini, Rio Ferdinand, Jamie Carragher e tanti altri. L’Italia avrebbe avuto Sandro, Fabio e Paolo se non fosse stato per Baresi?
“Probabilmente no. Franco è stato un pioniere per un’intera generazione di difensori italiani davvero, davvero forti".


