Leao saluta il Milan e sceglie il Galatasaray: finisce un’era fatta di lampi, trofei e rimpianti
La storia tra Rafael Leao e il Milan è giunta ai titoli di coda. Dopo una giornata di mercato vissuta sul filo tra Aston Volla e Galatasaray, il portoghese ha scelto la Turchia. Il club di Istanbul ha chiuso l'operazione per 45 milioni di euro più 2 di bonus e un 20% sulla futura rivendita a favore del Milan, superando così la concorrenza inglese anche grazie a un pressing continuo sul calciatore.
DECISIVI OSIMHEN E IL PROGETTO TURCO
Nelle prime ore della mattinata di ieri Aston Villa e Galatasaray erano praticamente appaiati. Gli inglesi offrivano a Leao circa 7,5 milioni a stagione, mentre i turchi si spingevano fino a 12. A fare la differenza è stata però soprattutto l'insistenza del Gala, con Leao contattato direttamente da Victor Osimhen ed alcuni dirigenti del club, mentre l'Aston Villa ha rallentato fino a virare in maniera decisa sul talento del PG Ibrahim Mbaye (pagato la bellezza di 55 milioni di euro).
Rafa ha così deciso di accettare la proposta turca, salutando poi compagni e ambiente rossonero ieri in un San Siro che non ha perso l'occasione per salutare, ancora una volta, Franco Baresi. Nelle sue parole del post gara tutta l'emozione di un addio comunque sofferto dopo 7 anni, anche perché dopo tutto questo tempo il suo legame con il Milan non può che rimanere intatto.
SETTE ANNI TRA SCUDETTO, TALENTO PURO E CHAMPIONS
Arrivato nel 2019 per quasi 40 milioni di euro, Leao ha attraversato tuttte le fasi della rinascita rossonera. Il punto più alto resta ovviamente lo Scudetto 2021-22, conquistato da protagonista assoluto e MVP del campionato di Serie A, seguito dalla corsa l'anno successivo alla semifinale di Champions League.
Nel tempo sono arrivati anche alti e bassi, critiche, infortuni, cooling break e difficoltà tattiche. I numeri raccontano però di un giocatore che ha lasciato il segno: 80 gol, 55 assist, 372 occasioni create e 577 dribbling completati. Leao lascia quindi il Milan tra rimpianti e ricordi indelebili. Non è sempre stato continuo, ma per anni ha saputo regalare a San Siro una cosa rara: imprevedibilità.


