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Calciomercato Milan, le note negative: la programmazione, le lacune e la gestione delle (non) cessioniTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 14:00Primo Piano
di Francesco Finulli
per Milannews.it

Calciomercato Milan, le note negative: la programmazione, le lacune e la gestione delle (non) cessioni

Il calciomercato è giunto al termine ed è arrivato il momento di analizzare aspetti postivi e negativi dell'operato del Milan: ora le note stonate

Con il calciomercato estivo 2026 che si è concluso ieri sera, oggi è il momento delle prime valutazoni a caldo sull'operato del Milan in questi ultimi due mesi. Dopo aver analizzato le note positive della sessione rossonera, ora passiamo sull'altra faccia della medaglia andando a osservare quelle che sono state le note negative dell'operato di Gerry Cardinale e della sua nuova squadra mercato.

MERCATO MILAN, LA PROGRAMMAZIONE CONFUSA E LE (NON) CESSIONI

Abbiamo già scritto nell'articolo sugli aspetti positivi, quanto sia importante che Gerry Cardinale scenda in campo in prima persona finalmente mettendoci la faccia. Questo ovviamente non vuol dire che è tutto stato perfetto, anzi, alcune cose sono evidentemente da migliorare. Ciò che ha lasciato perplessi in molti momenti della sessione è stata la programmazione che è sembrata confusa. Dopo i primi due colpi Ramos e Gila, oltre 100 milioni in due, ci si aspettava di continuare a migliorare la rosa con acquisti mirati per Amorim. E invece c'è stato un lungo periodo di digiuno, interrotto dall'acquisto per il futuro di Diawara, che è terminato solo nelle ultime due settimane di mercato con gli acquisti di Moreira e Hutchinson (quest'ultimo in prestito). Questo è stato dettato anche da una cattiva organizzazione dei giocatori in esubero. Erano moltissimi i calciatori in odore di cessione ma, alla fine di tutto, l'unico veramente ceduto è stato Leao a meno di quanto Cardinale avrebbe voluto. Tutti gli altri - Nkunku, Ricci, Gimenez, Fofana - sono stati ceduti in prestito, molti gratuitamente. Addirittura Tomori è rimasto in rosa ed è stato reintegrato dopo che Amorim aveva dichiarato che chi non sarebbe partito non sarebbe stato riammesso. Insomma una mala gestione delle cessioni a cominciare dalla decisione di mettere fuori rosa così tanti giocatori dopo la tournée, svalutandoli chiaramente, a pochi giorni dall'inizio del campionato e dalla fine del mercato. Il risultato sono stati: pochi introiti, problemi nel peggiore dei casi rimandati all'anno prossimo se i prestati non dovessero essere riscattati e un giocatore (Tomori) che rimane dopo che è stato messo alla porta. Non il massimo della vita.

MERCATO MILAN, RIMANGONO DELLE LACUNE

Tornando invece sugli acquisti, è evidente a tutti come nella rosa di Amorim rimangano delle chiare lacune. Ci sono dei ruoli che sembrano corti numericamente e soprattutto qualitativamente. In difesa già solo le prime due giornate, senza nulla togliere all'impegno di De Winter, hanno dimostrato come serva un centrale di difesa che innalzi il livello, un po' come sta facendo Gila da braccetto di destra. Con Rabiot che si candida a un ruolo da trequartista, poi, sembra mancare almeno un uomo in mezzo al campo dove oggi ci sono Modric, Musah, Jashari e il giovane Comotto. Anche sulla corsia sinistra essere rimasti con Bartesaghi ed Estupinan solleva qualche dubbio. Infine in attacco, per quanto sia importante dare fiducia a Camarda quando ci sarà l'occasione, affrontare un'intera stagione con tre competizioni con il solo classe 2008 come vice Gonçalo Ramos, sembra essere un bel rischio. Al di là di tutto anche queste valutazioni, per quanto giusto portarle alla luce, rimangono tali di fronte a quanto il campo deciderà di emettere come verdetto nel corso della stagione.

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