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ESCLUSIVA MN - Bryan Labissiere: “Maignan? Poteva già fare il numero uno nel PSG di Ibra e Thiago Silva ma Leonardo aveva altri piani. Ora con Fabien Barthez come preparatore dei portieri tornerà ai livelli del 2022 con Dida"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 13:23ESCLUSIVE MN
di Redazione MilanNews
per Milannews.it

ESCLUSIVA MN - Bryan Labissiere: “Maignan? Poteva già fare il numero uno nel PSG di Ibra e Thiago Silva ma Leonardo aveva altri piani. Ora con Fabien Barthez come preparatore dei portieri tornerà ai livelli del 2022 con Dida"

Intervista esclusiva della redazione di MilanNews.it, condotta da Alessandro Schiavone, a Bryan Labissiere, ex compagno di squadra di Mike Maignan ai tempi delle giovanili del PSG, dal 2010 al 2015. Il centrocampista offensivo francese ripercorre gli anni trascorsi insieme al portiere rossonero, raccontando il suo talento già evidente ai tempi del settore giovanile parigino, il rapporto con Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva e il percorso di Maignan dopo la partenza dal PSG. Labissiere parla inoltre di Christopher Nkunku, Adrien Rabiot e Jean-Kévin Augustin, soffermandosi sui diversi destini dei talenti cresciuti insieme a Parigi.
 
Ti aspettavi una carriera del genere per Maignan dopo essere scartato dal PSG, che all'epoca gli preferiva Sirigu e Trapp?
 
“Sì, perché intrinsecamente già all’epoca era uno dei migliori portieri a livello giovanile. La carriera che ha fatto è assolutamente notevole. È bella ed era, per così dire, predestinato, per quello che faceva già nelle giovanili".
 
Ha dovuto partire per il Lille a 20 anni nel 2015… perché non è riuscito a imporsi al PSG?
 
“È una domanda che bisogna fare alla dirigenza, ma con il talento che aveva Mike avrebbe potuto essere già il numero uno. Però a Parigi, con i qatarioti e tutto il resto, era complicato. È andato a costruirsi il suo percorso altrove e, al contrario, gli è servito".
 
Che rapporto avevi con lui: eravate amici o semplicemente compagni di squadra?
 
“No, avevamo un buon rapporto. Era come un mio fratello maggiore, diciamo, perché ha due anni più di me, lui è del 1995. Avevamo un buon rapporto al centro del PSG e tutto il resto. Però è passato molto tempo dall’ultima volta che abbiamo parlato e non posso dirvi se finirà la sua carriera al Milan. Abitava vicino al mio quartiere, a Parigi, e a volte facevamo delle partite, il mio quartiere contro il suo quartiere… È da molto tempo che non facciamo più quella partita".
 
Cosa pensi della sua forma in questo momento? Contro la Turchia venerdì è stato eccezionale, nella prima partita di Zinedine Zidane da commissario tecnico della Francia. Pensi che tornerà ai suoi livelli migliori, quelli del biennio 2021-2023?
 
“Glielo auguro, ma il portiere è un ruolo a parte. Poi Mike ha tutte le qualità e vuole dimostrarlo giocando".
 
Al Milan, durante la stagione 2021/2022, quella dello Scudetto, il suo allenatore dei portieri era Nelson Dida. Aveva vissuto una stagione pazzesca con l'ex fuoriclasse brasiliano… È soltanto una coincidenza che, con Fabien Barthez nuovo responsabile dei portieri della Francia, abbia offerto una prestazione di livello mondiale in Turchia? E Fabien può portarlo al suo stesso livello di France 1998?
 
“È tutto quello che gli auguro, di raggiungere Fabien Barthez. Poi Mike segue il suo percorso, ma è molto positivo che abbia avuto questi grandi portieri come Dida e Barthez come allenatori. Dopo, come ho detto, ognuno ha il proprio destino e Mike ha il suo destino. Ma può imparare da Fabien così come può imparare da chiunque. Però, come ho detto, io non conosco il ruolo e non sono io a dovergli dire cosa deve fare (ride, ndr). Ma Mike imparerà anche e sopratutto se stesso…".
 
Anche tu ti sei allenato con Ibrahimovic e Thiago Silva, arrivati al PSG nel 2012 dal Milan.
 

“Abbiamo fatto alcuni allenamenti con loro. Ma loro erano a un livello altissimo. Come dico sempre: ognuno ha il proprio percorso.

È stato un piacere allenarmi con Ibrahimovic e Thiago Silva perché ti alleni con grandi giocatori. Impari da loro e vedi la differenza di livello. All’epoca noi li ammiravamo molto. Non è già una cosa da tutti i giorni giocare in un club del genere… e noi giovani cercavamo di prendere un po’ da ogni giocatore".
 
Ma è vero che Ibrahimovic amava provocare e punzecchiare i giovani? Ripeteva spesso a Maignan di essere un portiere di merda.
 
“Ibrahimovic amava molto prenderlo in giro, perché vedeva proprio il suo potenziale. Non gli piacevano i ragazzi che non gli rispondevano. Quelli che gli rispondevano erano quelli che apprezzava".
 
E Mike lo faceva, rispondendogli che era un attaccante di merda quando parava uno dei suoi tiri.
 
“Non necessariamente solo su questo. Ci sono state tante piccoli aneddoti. E a Zlatan piacevano molto quelli che gli rispondevano, in realtà".
 
A quanto pare aveva un ego enorme… una volta disse che vedeva bene una sua statua al posto della Torre Eiffel.
 
“Beh, è Zlatan, ha il diritto di avere quell’ego lì (ride, ndr). L’ego di Zlatan è Zlatan, no? È così com’è, la persona, l’essere umano. È anche un gioco per far parlare i media…".
 
Rabiot ha giocato nel PSG, nella Juve, nel Marsiglia e nel Milan. Ma avrebbe potuto fare di più nella sua carriera? Magari in una big spagnola o inglese…
 
“Ha una carriera molto bella, ma non so quale carriera volesse fare lui. Ma per me è già una bella carriera".
 
Perché per Nkunku le cose non hanno funzionato al Milan?
 
“Per me ha funzionato, è che la gente non gli ha lasciato tempo, anche per l’adattamento e tutto il resto. Ma come statistiche credo abbia fatto una stagione da 7 o 8 gol, se non dico una stupidaggine…”.
 
Sì, 8, ma quasi tutti su rigore…
 
“Ma bisogna segnarli i rigori! È complicato, è un duello tra te e il portiere e, se prendi il sopravvento, segni ed è un gol. Veniva anche da una stagione in cui era stato infortunato e aveva saltato il Mondiale (del 2022, ndr) per un infortunio, bisogna ricordare anche il contesto. Nel calcio tutto va molto veloce, puoi passare da qui a qui…” (fa il segno con la mano, ndr). Spero che possa rilanciarsi al Lipsia e che faccia una bella stagione quest’anno. Guardate Jean-Kevin Augustin, lui aveva sfondato più velocemente di noi, ma quello che gli è successo poi non lo so. Era uno dei grandi talenti di quella generazione. Sono le vicissitudini del calcio, tutto va veloce in entrambe le direzioni e purtroppo per JK non è stata la carriera che, secondo me, avrebbe dovuto avere".
 
E lei hai dei rimpianti? Oggi gioca in Ligue 3, la Serie C francese...
 
“No, ormai è finita con i rimpianti. Ora ho un’età in cui ho superato quel passaggio. La vita ci porta lungo dei percorsi e bisogna semplicemente percorrerli".

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