La “lezione” inglese sul City, 1.4 mld di debiti: di chi sono? Amorim: dove deve giocare Moreira?
Franco Ordine
Perché dobbiamo leggere con attenzione quello che è successo in Premier league con il Manchester City? La risposta è scontata al di là delle semplificazioni che in questi casi contribuiscono solo a fare confusione. L’episodio dimostra che sia pure in clamoroso ritardo rispetto ai tempi reali durante i quali sono state commesse le ripetute, clamorose irregolarità amministrative e contabili, il calcio inglese è stato in grado di intervenire e di mettere in moto la macchina della giustizia sportiva. È ancora presto per stabilire quali saranno le sanzioni ma di sicuro viene messo un punto e si accendono i riflettori. Se anche dalle nostre parti dovesse passare questo tipo di azione, avremmo sciolto alcuni nodi fondamentali in materia di giustizia sportiva. Un esempio? Il tema delle plus-valenze per le quali solo la Juventus ha pagato in maniera pesante.
Altra segnalazione. Nel corso della seduta della commissione indipendente che ha sostituito la Covisoc e che si occupa dei conti dei club di serie A, è venuto fuori un dato rimasto in un cassetto e del quale prima o poi vorremmo sapere qualcosa di più preciso. La commissione ha “ricordato” cioè che per effetto di un provvedimento adottato durante la stagione del covid le aziende hanno avuto la possibilità di “cristallizzare” i deficit in bilancio da ripianare entro il 2028 per un totale complessivo di 1,4 miliardi di euro. La curiosità è la seguente: quali sono i club di serie A coinvolti in questa scadenza? E per quali cifre?
A proposito di conti in tasca ai club, la chiusura al 30 giugno del bilancio milanista pone una serie di osservazioni sintetiche: 1) il rosso di 24 milioni è stato “coperto” dal patrimonio netto molto ricco (190 milioni) segno della solidità finanziaria dei rossoneri; 2) aver incrementato, in mancanza della Champions, le voci degli incassi da campionato (primo in classifica) e da sponsor (toccata quota 100 milioni), è un risultato eccellente. C’è un ma: e cioè stare fuori dalla Champions può andare bene per un anno. Oltre diventa un macigno sui conti.
Idee chiare. Ci sono un paio di effetti della maxi sosta da esaminare, Uno vizioso, l’altro virtuoso. Cominciamo dal primo: aver perso il passo raggiunto nell’ultima serata, quella con il Lecce scandita oltre che dai tre gol anche da una certa efficacia del gioco e delle scelte fatte. Lo ripete anche Rino Gattuso citando il precedente del mondiale invernale quando il campionato rimase fermo per più di un mese e quando riprese a gennaio arrestò la marcia trionfale del Napoli di Spalletti che alla fine riuscì comunque a vincere lo scudetto. Passiamo al secondo: aver maturato giudizi e convinzioni sul conto del sistema di gioco da adottare e sugli interpreti. Il fatto che in occasione della sfida col Lecce Amorim sia passato a un 4-4-2 mascherato rappresenta sicuramente una svolta. Nel mese di ottobre con 7 partite in pochi giorni, bisogna avere le idee chiarissime e sperare di non perdere pedine per colpa delle nazionali. Un nome su tutti: che ruolo per Moreira?


