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Abodi parla di Mancini e Malagò. E le sue parole fanno dimettere Diana Bianchedi

Simone Bernabei
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Simone Bernabei
Oggi alle 00:49I fatti del giorno
01.10.2026 00:49I fatti del giorno
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Giornata intensa per quel che riguarda la FIGC: da una parte la presentazione del dossier stadi alla UEFA verso Euro 2032, dall'altra la Nazionale che prepara la sfida contro la Francia di venerdì. Nel mezzo anche le parole del Ministro dello Sport Andrea Abodi e soprattutto le dimissioni del Capo delegazione Diana Bianchedi.

In tarda mattinata Abodi si era espresso su diversi temi, fra cui il lavoro di Roberto Mancini e quello del presidente della Federazione Giovanni Malagò: "Si è visto quello che Roberto Mancini aveva promesso a noi, cioè una Nazionale in grado di cancellare sensazioni, delusioni e amarezze degli ultimi anni. Da innamorati della maglia azzurra, ci siamo riconosciuti, almeno parlo per me, nello spirito visto in campo. Dimostra che per fortuna, al di là delle vicende che accadono, gli azzurri sono tranquilli e concentrati a fare il loro lavoro e inseguire gli obiettivi che si sono dati. Non vuol dire che andrà sempre bene, perché dipende anche dagli avversari, ma col tempo ci potremo fare un’idea di quale sarà il punto di ripartenza. Abbiamo dimostrato di essere capaci, una qualità che sembrava essere smarrita: il talento italiano che sembrava non esserci invece c’è", ha detto sulla Nazionale. Quindi il passaggio su Malagò, sull'eventuale ineleggibilità e sulla possibilità di un commissariamento: "Deciderà la Giunta, deciderà il Consiglio nazionale. Ci sono dei pareri e delle garanzie. Chi, come me, ha la responsabilità di vigilare, non sulle federazioni ma sul CONI, ha il dovere di non intervenire per non disturbare il lavoro".

Il passaggio di Abodi su Diana Bianchedi
Durante il commissariamento della FIPE, Petrucci ha detto che i due vicepresidenti del CONI, Bianchedi e Di Paola, votano sempre contro il presidente Buonfiglio. Vede una spaccatura più profonda?
“Io in linea di massima sono più che preoccupato dal pensiero unico che dalla diversità di opinioni. Se lo stile è quello giusto, fa parte di una dimensione democratica. Certo, fa riflettere che due figure così rappresentative, alle quali è stato assegnato fiduciariamente un ruolo di primo piano, non riescano a seguire questa fiducia. Sono scelte interne al CONI, ma normalmente questi rapporti non durano molto: il vicepresidente ha diritto e dovere di esporre un’opinione, ma se è sempre contraria deve fare una scelta”.

Parole che, come detto, hanno portato alle dimissioni dell'ex schermitrice con questa lettera: "A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capodelegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della FIGC e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche".

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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