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Non resta che cambiare...

autore
Luca Guazzoni
per Milannews.it
giovedì 25 ottobre 2012, 08:00Primo Piano
autore Luca Guazzoni
25.10.2012 08:00Primo Piano
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

E' lupus. No, è meningococco. No, forse è il morbo di Creutzfeldt-Jakob. Più che una orripilante stagione calcistica sembra di essere finiti in una puntata del dottor House. Il Milan nelle vesti del paziente moribondo, Allegri nel ruolo del medico inetto che non trova la cura, e Galliani nella parte del direttore sanitario che ha il compito di salvare la baracca stando nel budget, evitando cause civili per negligenza e improperi da parte del Consiglio di Amministrazione per i risultati che non arrivano nella ricerca e nella diagnosi del male oscuro.
Il Milan è steso lì sul lettino dell'ospedale, i sintomi sono tutti da vedere ma non si trova una cura valida. Si è provato con l'effetto placebo, spacciando una rosa da metà classifica per una formazione da scudetto. E non ha funzionato. Si è passato poi alla prima aspirina: via chi portava malcontento nello spogliatoio (Cassano) per puntare sulla forza del gruppo, sulla fame e sulla generosità delle nuove leve. Tenendo però Boateng e Pato, i più viziati del mondo. E non ha funzionato.

Giù allora di flebo: Allegri messo con le spalle al muro sperando in una reazione dei giocatori. Tachicardia e vasospasmi. Una bella carica di antibiotici allora dovrebbe far passare tutto: continui cambio di modulo e di interpreti per trovare la giusta quadra. Encefalogramma piatto.
A due mesi dal ricovero il paziente sta sempre peggio e non si intravede niente in grado di salvare il malato. Risponde al dolore è vero, quando viene ferito dalle reti subite cerca anche di rialzarsi, ma le piaghe da decubito sono troppe profonde per non straziare la carne viva. I metodi convenzionali non hanno funzionato, le medicine tradizionali hanno fatto cilecca. L'unica cosa da fare, dopo 6 sconfitte in 11 gare e sole 3 vittorie, è un rimedio estremo, da non posticipare più. Cambiare medico visto che nelle sue cure palliative non ci crede più nessuno: per dare speranza al malato e anche ai parenti, a chi a questo paziente ci tiene davvero. Lui non sarà stato il solo colpevole di una eventuale morte, ma il quadro clinico è nero anche per causa sua. Non è stato all'altezza e per questo deve pagare.

per Milannews.it

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