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ESCLUSIVA MN - Turone: "Boateng, esempio di chi senza campioni torna normale. Il Milan attuale come nel 1977. Che sofferenza..."

autore
Gaetano Mocciaro
per Milannews.it
venerdì 26 ottobre 2012, 19:00Esclusive MN
autore Gaetano Mocciaro
26.10.2012 19:00Esclusive MN
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

Alla vigilia di Milan-Genoa parla Maurizio Turone, doppio ex che come la squadra di Allegri ha vissuto in prima persona una stagione travagliata, nell'ormai lontano campionato 1976/77. In esclusiva per MilanNews.it

Maurizio Turone, che effetto le fa vedere il Milan in questa situazione?

“Mi spiace molto, la situazione non è delle migliori anche perché parliamo di Milan. Ha cambiato molto ed è chiaro che se hai giocatori discreti e questi giocano insieme a dei campioni migliorano anche loro. Ma se un giocatore discreto gioca con altri giocatori discreti rimangono tali e quali”.

C’è qualcuno in particolare a cui fa riferimento?

“Il caso più lampante è quello di Boateng, guardiamo la sua situazione adesso. È chiaro: se hai delle qualità i campioni ti aiutano a tirarle fuori altrimenti resti nella normalità”.

A giudicare la classifica sembra che definire i giocatori discreti è forse ottimistico

“Intendiamoci, chi viene al Milan non è mai scarso. Poi subentrano altri fattori, l’assenza di risultati porta alle preoccupazioni, l’opinione pubblica ti dà addosso e c’è chi è nuovo e non è abituato a gestire una simile pressione. Il punto è sempre che al Milan ci vuole ben altro, perché se hai Thiago Silva prima e Acerbi poi le cose cambiano, se hai Ibrahimovic prima e Pazzini poi le cose cambiano”.

Così tanto da passare al terzultimo posto?

“Nemmeno loro si aspettavano una situazione del genere, un divario così ampio sorprende. Ad ogni modo sono giocatori che non rendono per quello che valgono ed è il momento stesso che non ti fa rendere al 100%”.

Nei sei anni al Milan anche Lei si è trovato in una stagione complicata

“Ricordo un anno dove siamo andati veramente male, campionato 1976-77, invischiati nella bassa classifica fino alla fine. C’era Marchioro che poi venne esonerato, la squadra era entrata in una crisi di risultati e subentrò la paura. E quando non sei abituato a lottare in quelle zone fatichi molto. Alla fine ci salvammo, tirammo un sospiro di sollievo e la nostra mente fu libera, tanto che andammo a vincere la Coppa Italia in finale con l’Inter”.

Non ha l’impressione di vedere un Milan che quasi sa di perdere?

“Col Malaga devo dire che non mi è dispiaciuto. Ha fatto bene la fase difensiva, non ha giocato male. Chiaro, parliamo di Milan e ti aspetti di più. E un tiro in porta che l’anno scorso poteva entrare quest’anno finisce sul palo”.

Prima di giocare nel Milan è stato a lungo nel Genoa. I rossoblù hanno cambiato guida tecnica. È stata una scelta giusta?

“Personalmente sono contrario ai cambiamenti, in ogni caso Delneri è un allenatore che conosco bene e lo ritengo molto bravo, una persona squisita. Il Genoa è la mia passione e da doppio ex spero in un pareggio che di questi tempi non fa male a nessuno”.

per Milannews.it

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