La cura-Berlusconi e il dottor El Shaarawy. 20 anni di talento puro: il Milan ha trovato il suo trascinatore. In attesa degli altri...
Matteo Ronchetti
Se vincere era l’unica cosa importante, l’obiettivo è stato raggiunto. E’ stata la vittoria dei sospiri, ma c’era poco da fare gli schizzinosi dopo tre sconfitte di fila e il peggior avvio degli ultimi 70 anni. La terzultima posizione in classifica imponeva una sterzata decisa. Non è arrivata sul piano del gioco, ma almeno il risultato questa volta ha sorriso al Milan. Chi sa che il vento ora non possa cambiare. Se lo augurano tutti, Allegri compreso. Il settimo sigillo del Faraone ancora una volta ha allungato la vita al tecnico livornese. El Shaarawy meglio non poteva festeggiare il suo 20esimo compleanno: l’ennesima prestazione sontuosa gli è valsa l’investitura a leader della squadra e idolo della Curva. Niente male per la sua giovane età. Almeno l’addio di Ibra ha avuto un piccolo risvolto positivo. Con lo svedese probabilmente non sarebbe mai esploso così velocemente, chi sa. Intanto l’obiettivo di arrivare a metà strada entro gennaio al traguardo prefissato (15 gol stagionali) è stato raggiunto con largo anticipo e con buona pace di capitan Ambrosini che gli aveva promesso una vacanza in premio.
Per il Faraone una crociera sul Nilo è garantita. Scherzi a parte, il senso di liberazione sui volti dei rossoneri a fine partita è stato subito lampante. Una prima, lunga boccata d’ossigeno prima di tornare a galla definitivamente. Il percorso è lungo, ma fattibile. La situazione (anche tattica) magmatica e in continua evoluzione, in attesa dei vari Robinho, Boateng, Nocerino, Muntari e del vero Pato. Per ora appare evidente una piccola coincidenza: il rossoblu porta bene. Gli unici tre successi in campionato sono arrivati contro Bologna, Cagliari e Genoa, quest’ultimo totalmente rinunciatario al di là di ogni logica. Per 72 ore non si parlerà più di Allegri, forse, ma delle parole di Berlusconi: "Volevo dedicarmi a una squadra di calcio che ha bisogno di qualche cura. Ne farò a meno”. L’Italia chiama, il Cavaliere risponde. “Intendo continuare l'opera di modernizzazione e cambiamento", ha poi spiegato. Per il Milan basterebbe un semplice copia e incolla.


