Serviva quella cessione, per vedere l'esplosione
Stefano Maraviglia
C'è chi rimpiange la partenza di Zlatan Ibrahimovic, leader in campo e fuori, nonchè magnifico interprete del ruolo di prima punta e, chi invece, gode del suo addio. Stephan El Shaarawy lo ha palesato con tempismo perfetto. Partito lo svedese, lui è esploso definitivamente o quasi, impressionando forse più, di quanto fatto a suo tempo con le giovanili del Genoa. Il n.92 che già lo scorso anno in qualche occasione, aveva dato saggio delle sue doti, ora le ripropone con continuità. Contro il Genoa, il neo-ventenne è stato protagonista della partita perfetta. Gol a parte, ogni guizzo ha messo in imbarazzo la difesa ligure, puntuali, determinanti e determinati, i recuperi di palla in mediana, clamorosamente generosi quelli effettuati in difesa. Galvanizzato da una tifoseria tutta al suo fianco, El Shaarawy ha goduto della massima e assoluta tranquillità, stato mentale indispensabile, per chi deve superare un ostacolo.
Allegri ha capito che oggi è lui, il Ricky Kakà che fu di Ancelotti, ancora più importante, visto il peso specifico di un rosa, nettamente inferiore a quelle del recente passato rossonero. L'anno uno, per definizione di Adriano Galliani, deve offrire alla dirigenza degli spunti importanti sugli uomini da valorizzare per il futuro, l'italo-egiziano è sicuramente il primo. Senza dubbio il più talentuoso e numeri alla mano, quello più importante. Lo stesso giocatore ha reso pubblico il suo pensiero, sull'importanza della fiducia concessagli e, di una cessione (quella di Ibra al Psg), in grado di spianargli la strada. Parla già da leader il talento milanista, incoronato ieri dal tifo rossonero sul finale di partita. Il Milan chiede aiuto ai suoi giocatori dotati di maggior classe, Stephan è pronto a caricarsi l'attacco sulle spalle, senza timore, ma con la consapevolezza che le difficoltà, aiutano a crescere più forti.


