Ora si fa il Milan o si "muore": carisma e qualità per uscire dalla crisi
Emiliano Cuppone
Siamo ad un possibile momento di svolta nella complicatissima stagione del diavolo.
Massimiliano Allegri sembra aver scelto una strada, ha optato per la difesa a tre, mai troppo amata dalle nostre parti, ma digerita in questo frangente purchè possa tirarci fuori dal guado in cui ci siamo infilati. Parliamoci chiaro, il Milan ha bisogno di punti, di fiducia, di ritrovare la strada per un cammino dignitoso in una stagione obiettivamente di passaggio. La vetta sembra irraggiungibile ormai, quindici punti non sembrano colmabili, ma l’Europa, distante solo cinque lunghezze, è a portata di mano, quella che conta resta un sogno difficile, ma ancora possibile.
Scelta la soluzione tattica, sperando di non assistere ad ulteriori ribaltoni, adesso la squadra ha bisogno di punti fermi e continuità, ha bisogno di uomini e schemi in grado di dare certezze, perché ora si può uscire dalla crisi e provare a salvare il salvabile, oppure sprofondare nella notte di un’annata da incubo.
Al momento le certezze di Allegri non sono tantissime, in primis Bonera, unico difensore che sembra avere una certa continuità d’impiego, passando per Montolivo, unico in mediana ad avere qualità, e finendo con El Shaarawy, trascinatore vero del Milan 2.0. Per il resto la formazione resta un rebus, alla ricerca della stabilità migliore, a partire dalla porta, divisa fra il veterano “distratto” Abbiati e il leader silenzioso Amelia, in un dubbio amletico che presto dovrà essere risolto.
Proviamo allora ad ipotizzare quale potrebbe essere la soluzione ideale per il diavolo, coscienti del fatto che adesso come adesso ciò che più serve a questa squadra è il carisma, il carattere e la qualità di interpreti che devono provare a trascinare un gruppo ancora piuttosto spaesato.
Ecco che per la porta punteremmo forte su Marco Amelia, che non ce ne voglia il vecchio Christian, ma, errori di posizione alla prima uscita a parte, il romano sembra essere più leader, saper guidare la difesa al meglio in questo momento. La difesa a tre non può prescindere da Daniele Bonera, unico vero “libero” in rosa, benissimo Mario Yepes, sempre impeccabile quando impiegato, necessiterebbe di Philippe Mexes, unico per carisma ed esperienza nel reparto difensivo, nonché per una solidità mentale e fisica che né Zapata, né Acerbi possono garantire.
In mediana abbiamo già detto che non si possa prescindere da Montolivo, si potrebbe affiancare a Massimo Ambrosini, unico nel diavolo per esperienza e fascino, leader vero, capitano navigato dal carattere e dal carisma inarrivabile. Non ce ne voglia De Jong, bravo a fare legna, ma troppo timido in fase d’impostazione e poco avvezzo a duettare con Montolivo, di fatto un elemento che troppo spesso rallenta la manovra rossonera. Sugli esterni c’è l’imbarazzo della scelta, certo le prestazioni di Emanuelson potrebbero spingere a schierare l’olandese a sinistra, dove interpreterebbe finalmente il suo ruolo naturale, con il ricambio rappresentato da Constant o De Sciglio, mentre sull’altro lato vi potrebbe essere il dualismo fra lo stesso ventenne e l’ottimo Ignazio Abate dell’altra sera.
Nel tridente offensivo naturalmente Stephan El Shaarawy, poi altro punto di forza dovrebbe diventare Alexandre Pato, non fosse altro che il brasiliano è l’unico, per qualità e prospettiva, su cui Allegri può puntare per provare a rilanciarsi. Per l’ultimo posto disponibile si potrebbe, forse si dovrebbe, optare per Kevin Prince Boateng. Il tedesco va recuperato, ha grinta e classe da vendere, va stimolato e reso nuovamente protagonista, in alternativa vi sarebbe sempre pronto quel Bojan Krkic che è ancora oggetto misterioso.


