ESCLUSIVA MN - Taibi: "Con un tecnico in bilico ti senti responsabile del suo destino. Nessun paragone col 1998. Palermo con Gasperini più pericoloso"
Gaetano Mocciaro
Massimo Taibi, ex portiere rossonero ma nativo di Palermo, ci introduce alla sfida di stasera del "Renzo Barbera". In esclusiva per MilanNews.
Massimo Taibi, stasera una partita particolare per te, nato a Palermo ed ex Milan
“Ho sempre tifato e tifo ancora Palermo ma contro il Milan spero finisca in pareggio così non facciamo un dispetto a nessuno”.
Quanto ti dispiace non essere riuscito a difendere i pali dei rosanero nella tua carriera?
“Ci ho sperato fino all’ultimo, ma non c’è mai stata l’opportunità. Purtroppo adesso è acqua passata”.
Palermo di quest’anno che ricorda in un certo senso il Milan per come si sta evolvendo la stagione
“Fatte le debite proporzioni direi di sì. Come il Milan anche il Palermo ha subito un ridimensionamento , pagando le conseguenze. Ma vedo che con l’arrivo di Gasperini la squadra ha preso un po’di coraggio e sta giocando bene”.
Che pericoli può avere il Milan?
“Come dicevo il Palermo con Gasperini ha fatto progressi, gioca meglio e poi ci sarà il fattore campo del Barbera e i rosanero in casa giocano bene. Immagino ci sarà il grande pubblico richiamato dalla sfida col Milan”.
Passando ai rossoneri come stai vedendo la loro situazione attuale?
“La vittoria contro il Genoa è stata importante perché c’è stata la possibilità di tirarsi su di morale. Sembrava anche sabato dovesse andar male ma i ragazzi sono stati bravi, caparbi, hanno insistito e infine meritato il successo”.
Un Milan che per risultati sembra quello in cui hai giocato tu, nella stagione 1997/98. Vedi analogie?
“Erano due situazioni differenti perché è evidente che questa squadra sia ridimensionata, costruita per creare un triennio in modo diverso. Sono andati via giocatori come Thiago Silva che non puoi rimpiazzare. Noi, invece, avevamo cambiato molto ma sulla carta ci eravamo rafforzati, dovevamo spaccare il mondo invece i nuovi arrivati faticarono a inserirsi e non si diede il tempo, non si ebbe la pazienza con loro. Alla fine abbiamo concentrato le nostre energie in coppa Italia, ma finì male anche lì”.
Allegri col successo contro il Genoa ha avuto un po’ di respiro. Ma da ex giocatore quanto influisce sapere che il tuo tecnico è continuamente in bilico?
“Non è bello, ti porti la pressione addosso e ti senti responsabile del suo destino. La vittoria col Genoa ha dato adesso un po’ di serenità e speriamo si continui così”.


