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Il "Faraone" predica nel deserto, ma già da stasera a Palermo serve il supporto del resto della squadra. E a gennaio si cambia...

autore
Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
martedì 30 ottobre 2012, 00:00Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
30.10.2012 00:00Editoriale

Ingmar Bergman da lassù si sarà sentito evocato in continuazione negli ultimi giorni. Colpa de “Il settimo sigillo”, film capolavoro del 1957, tirato in balle in tutte le salse per celebrare l’ennesima perla (la n. 7 appunto) stagionale di un altro talento purissimo, non cinematografico ma calcistico, Stephan El Shaarawy.

Fedele al soprannome di “piccolo faraone”, guadagnato per diritto di nascita, El92 continua però a predicare nel deserto.
Nella vittoria contro un mediocre e rinunciatario Genoa, c’è solo lui, il ventenne di Savona (a proposito, auguri per il compleanno festeggiato nel migliore dei modi proprio sabato) che segna, imposta, costruisce, serve assist, sradica palloni dai piedi degli avversari, sputa sangue fino al 94’, si danna l’anima per questo Milan e alla fine regala i 3 punti alla sua squadra.
Quello che ci vien voglia di chiedere è molto semplice: ma tutti gli altri acclarati campioni - o presunti tali - del Milan che fine hanno fatto? Nella rosa rossonera, invero depauperata colpevolmente dalle scelte estive della società, compaiono ancora almeno una dozzina di “nazionali” (Abate, Nocerino, Montolivo, Pazzini, Acerbi, De Jong, Emanuelson, Pato, Robinho, Zapata, Yepes, Mexes), alcuni “under” di sicuro valore (De Sciglio, Gabriel, Niang) e qualche “fenomeno” perso misteriosamente per strada (Boateng). Quindi non stiamo parlando, come spesso ci capita di leggere, di una squadra composta solo ed esclusivamente da reietti del mondo del calcio.
Ed allora perché ad emergere è sempre e solo lui, un ragazzino di 20 anni, alla sua seconda stagione in serie A, che con la forza e il coraggio di un leone si è caricato sulle spalle il peso del “club più titolato al mondo” e sta cercando in ogni modo di tirarlo fuori dalle secche della crisi più profonda?
Mister Allegri le sta provando tutte dal punto di vista tattico, rispolverando perfino la difesa a 3 che a Milanello non si vedeva dai tempi di Zaccheroni (a proposito, ricordate quando qualche mese fa iniziammo a parlare di tutte le curiose analogie tra il tecnico di Livorno e Zac?...ebbene, eccone un’altra), ma ora c’è da fare un lavoro impegnativo sull’aspetto mentale di alcuni calciatori, bisognosi come non mai di ritrovare fiducia, autostima e serenità per tornare ad essere indispensabili per il Milan.
La partita di stasera contro il Palermo potrebbe rappresentare l’ennesimo crocevia della stagione, ma attenzione al Barbera che spesso ci ha teso trappole inattese e sorprese spiacevoli. La squadra di Gasperini è in crisi di risultati forse ancora più dei rossoneri ed in questa sfida tra “malati”, la freschezza atletica, la carica agonistica e l’entusiasmo dei giovani rossoneri potrebbe essere l’arma in più per affossare ancor più i rosanero e garantire ai ragazzi di Allegri di uscire virtualmente fuori dalla crisi. In attesa poi della sfida casalinga contro il Chievo, sicuramente alla portata anche di un Milan convalescente.
L’obiettivo dichiarato di Galliani è arrivare alla sosta natalizia in una posizione di classifica rassicurante in campionato e con il biglietto per gli ottavi di Champions League in tasca, per potersi tuffare sul mercato di gennaio con un pizzico di tranquillità in più.
Perché una cosa è certa: a gennaio si cambia. E si cambierà parecchio.
Tanti i nomi a rischio dismissione: Traorè, Niang, Flamini, Mexes, Mesbah (praticamente tutta la colonia francese), ma anche alcuni dei big finora decisamente sottotono, Boateng e Robinho. Questi due mesi saranno decisivi per molti di loro, a caccia di prestazioni confortanti per meritare una conferma in maglia rossonera.
Ma l’attenzione è focalizzata soprattutto sul mercato in entrata. Da questo punto di vista lo scenario appare ancora quanto mai nebuloso, ma di sicuro si interverrà “chirurgicamente” sia nel settore difensivo che a centrocampo. I nomi che circolano al momento sono diversi: Yanga-Mbiwa del Montpellier, Chiriches dello Steaua Bucarest, Antonelli del Genoa e Rodrigo Ely di ritorno dalla Reggina, per rinforzare la difesa; Strootman del PSV, Matuzalem della Lazio, Pijanic della Roma e Cigarini dell’Atalanta (ma di proprietà del Napoli) per il settore mediano del campo. In verità da qualche giorno a questa parte ha ricominciato a circolare, sempre in “modalità sussurro”, il nome di Mario Balotelli per guidare l’attacco rossonero accanto al fenomeno El Shaarawy. Ipotesi complessa e molto difficile da realizzare, ma se davvero Boateng e Robinho dovessero essere ceduti, tutto diventerebbe possibile.
Anche e soprattutto alla luce dei segnali interessanti che arrivano dal marketing rossonero: proprio ieri infatti Milan e Cogetech S.p.A. hanno siglato una partnership grazie alla quale l'azienda italiana leader nel mondo dei giochi e delle scommesse sarà “Premium Sponsor” del Milan per la stagione 2012-2013.
Ha ragione Galliani a sentirsi orgoglioso, tanto da dichiarare al termine della presentazione: “Siamo il club italiano maggiormente capace di attrarre grandi aziende multinazionali e nazionali.”
Però caro Amministratore Delegato, facciamo in modo di tornare ad essere anche il club più ammirato, stimato, rispettato e temuto sui campi di calcio di tutto il mondo. Il popolo rossonero, quanto mai paziente, comprensivo e tollerante, ma stremato da questa stagione devastante, lo chiede a gran voce.
E merita di essere ascoltato.

Continuate a seguirci su Facebook (gruppo Passione Rossonera) e su twitter (@radioradiomilan). Appuntamento a martedì prossimo.

per Milannews.it

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