Contro il tabù Palermo, Pato cerca nuove risposte
Pietro Mazzara
Ancora dall’inizio, ancora al centro dell’attacco. Alexandre Pato sta pian piano tornando alla normalità e vuole continuare nel suo periodo di progresso e di ritorno alla piena attività fisica. Per farlo deve passare anche da una prestazione più convincente, sia a livello di ritmo che di impegno, questa sera contro il Palermo. Un campo nel quale non ha mai segnato nelle sue precedenti apparizioni e contro una squadra, quella rosanero, alla quale ha fatto un solo gol in carriera (ma a San Siro). La sfida del Barbera non sarà facile anche perché il Milan, in fase offensiva, non è ancora riuscito a produrre quelle situazioni per le quali la prima punta possa trovarsi nelle condizioni giuste per battere a rete. Da questo punto di vista però, Pato è una prima punta atipica.
Il papero non è il classico centravanti, come potrebbe essere Pazzini, che staziona nei 16 metri avversari. Gli piace girare intorno alla difesa avversaria, cercare spazi anche defilandosi dove la sua rapidità nel primo scatto, con un 15 metri di distanza dal diretto avversario, può ancora fare la differenza. Con l’uomo addosso o ingabbiato, Pato fa fatica perché non è una punta da corpo a corpo. Per questo motivo il Milan dovrà cercare di stanare il Palermo, di allargare gli spazi e, soprattutto, non dovrà sbagliare il passaggio in profondità alla ricerca di un Pato lanciato già in corsa che potrebbe così risultare letale per la retroguardia di Gasperini. Ma anche Alexandre dovrà avere la forza mentale, la concentrazione giusta per fare tutto questo. Perché è una tappa importante, seppur progressiva, verso il ritorno alla normalità.


