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Aspettando Godot si diventa vecchi

autore
Luca Guazzoni
per Milannews.it
mercoledì 31 ottobre 2012, 10:00Primo Piano
autore Luca Guazzoni
31.10.2012 10:00Primo Piano
Alberto Lingria/Photoviews
Alberto Lingria/Photoviews

Patinato. Come i rotocalchi rosa sui quali la sua vita dorata viene dipinta per filo e per segno. Arrugginito. Come l’omino di latta ne ‘Il Mago di Oz’. Indisponente. Come un Recoba qualunque. La partita di Pato a Palermo è durata 52’ e guarda caso per 52’ il Milan è stato irritante. Lento, macchinoso, privo di brio. Esattamente come a San Siro con il Genoa con il Papero in campo. Il Diavolo questa volta però è andato sotto di due gol e ha costretto Allegri a non fare sconti. Fuori il brasiliano: abulico, impalpabile, spento.

Dentro Bojan: che non sarà Messi ma che almeno ci mette sempre la voglia. Un cambio che è stato la chiave di volta della gara e che ha permesso al Milan di non farsi raggiungere in classifica anche dal Palermo più assurdo visto nell’epoca Zamparini.
L’Avvocato (Gianni Agnelli, ndr) pungolava Del Piero quando il capitano della Juventus non riusciva ad esprimersi. Era appena tornato dal devastante infortunio al ginocchio e il Pinturicchio che non segnava più e che era divenuto un fardello per la Juventus divenne ‘Godot’ in un attimo. Sperando che dove non fossero arrivate le gambe e i muscoli sarebbero arrivati il cuore e la testa. Invece il Papero, 4 milioni netti a stagione, viene coccolato e viziato ancora come un fuoriclasse. Invece che bastonato come una promessa non mantenuta. Perché il 18enne che volava leggiadro come un colibrì e che all’esordio stampò due gol in faccia al Napoli è diventato un pigro mezzadro che esce dal campo con la maglietta intonsa.
Tassotti, con il solito grande senno, ha detto prima della sfida del Barbera con toni paterni: “Pato deve dimenticarsi di poter farsi male”. Noi rilanciamo il consiglio con maggiore foga: “Ricorda quale sarebbe la tua professione, il bomber”.

per Milannews.it

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