La seconda vita del diavolo riparte da "vecchie" certezze
Emiliano Cuppone
Siamo alla prima svolta della stagione, il Milan arriva alla vittoria finalmente in maniera larga, riacquista fiducia, ritrova la qualità ed il gol, sembra finalmente di rivedere il diavolo.
La chiave della partita sta nella preparazione della stessa, non ce ne voglia Allegri (l’abbiamo criticato aspramente da queste pagine dopo Roma e Palermo non a caso), ma la vittoria di ieri ci ha dimostrato ancora una volta di più che questo Milan esprime il meglio di sé con il 4-2-3-1. Contro il Chievo si è rivista una squadra solida (eccezion fatta per la mezza follia di Zapata che tutto solo regala ai veronesi il calcio d’angolo da cui nasce il pari), compatta, capace di non concedere spazi all’avversario (seppur dal profilo non eccellente) e di trovare con continuità la via della porta e della rete.
Difesa quasi impenetrabile e ripartenze veloci, sono queste le caratteristiche principali del Milan ammirato ieri sera ed in generale del modulo adottato (speriamo definitivamente) da Allegri. La vittoria di San Pietroburgo e l’ingiusta sconfitta nel derby ci avevano già detto che era questa la strada da seguire, il secondo tempo di Palermo era stato il terzo indizio che faceva una prova, la larga vittoria con il Chievo la controprova decisiva. La difesa soffre poco, potendo contare sulla copertura del doppio mediano (splendido Montolivo, di Ambrosini si dirà più avanti) e sulla vena di sacrificio di due esterni d’attacco come El Shaarawy (al solito immenso in fase di ripiegamento) ed Emanuelson. L’attacco appare micidiale in ripartenza, forte della velocità degli esterni offensivi e della capacità di Montolivo di rilanciare velocemente l’azione.
Se il modulo è quello migliore, ci vogliono anche gli interpreti giusti ed in questo Milan non sembra poter mancare capitan Ambrosini. L’avevamo invocato negli scorsi giorni per il suo carisma e la sua leadership, ieri ha confermato che è necessario anche per caratteristiche tecnico-tattiche. Il secondo gol (quello fondamentale e forse più bello) nasce dall’ennesimo pallone recuperato dall’Arsenio Lupin della mediana, sempre impressionante per senso della posizione, ieri brillante nell’impostare le ripartenze. In questo schieramento a turno i due mediani devono cercare l’anticipo e rilanciare l’azione in contropiede, per sfruttare la velocità del tridente offensivo. Massimo Ambrosini in questo è impeccabile, molto più di quel Nigel de Jong che (forse anche a causa di un certo timore dovuto alla difficile situazione della squadra) troppo spesso finisce per indietreggiare in marcatura, rifugiandosi nel’appoggio semplice quando recupera il pallone.
La strada è tracciata, una vittoria così convincente ci voleva per la classifica e, soprattutto, per il morale di una squadra che spera in un nuovo inizio alla vigilia di un tour de force che ci potrà dire tanto sulle ambizioni di questo Milan che sembra ritrovato.


