L'orchestra torna a suonare: la svolta da quel minuto 53...
Matteo Calcagni
Minuto 53 di Palermo-Milan. In quel momento è cambiata la stagione rossonera, almeno sotto l'aspetto del gioco. La chiave, già sottolineata nelle ore che hanno seguito la gara del Barbera, è stata l'ingresso di Bojan nel ruolo di trequartista. Il folletto catalano si è tuffato a meraviglia in quella porzione di campo, elevando un tema offensivo monocorde ad un'orchestra pluricorde. Allegri, dopo due mesi di rotazioni forsennate, è riuscito finalmente a trovare l'amalgama giusto, riproponendolo dal primo minuto contro il Chievo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, chiaro e cristallino in tutta la sua ridondanza: cinque reti segnate da cinque marcatori diversi, in una gara dove i meccanismi corali hanno funzionato costantemente senza intoppi. In una sola partita, l'undici rossonero ha siglato un quarto dei gol complessivi fin qui realizzati (20 tra campionato e Champions League).
Ma quello che ha stupito, oltre alla larga vittoria, è stata la sintonia tra i reparti e la determinazione degli interpreti. Constant e Abate, giocando in queste settimane come laterali di centrocampo, hanno acquistato fiducia e consapevolezza nelle proprie doti offensive, offrendo un'interpretazione totale del ruolo di terzino. Riccardo Montolivo ha guidato la mediana da leader, dimostrando tutta la sua pericolosità in zona gol: se innescato, il suo destro da fuori può diventare un fattore importante. Poi c'è l'attacco, il reparto che ha finalmente convinto come collettivo, dopo essere stato guidato per due mesi dalle prodezze di El Shaarawy. Il ventenne savonese è stato ancora il migliore in campo, ma i suoi "colleghi" non sono stati da meno: Emanuelson, Pazzini e soprattutto Bojan, vero differenziale per la trasformazione rossonera. La qualità del catalano ha innalzato l'armonia e, di conseguenza, anche la pericolosità delle azioni offensive: l'ex blaugrana giocando alle spalle del centravanti diventa letale, come dimostrato nel secondo tempo di Palermo e nei novanta minuti contro il Chievo. Questo dev'essere il punto di partenza, verso una stagione meno plumbea di quanto prospettato: contro il Malaga la formazione di ieri va confermata in blocco (o quasi), cercando di dare continuità a quanto di buono mostrato in quest'ultima settimana.


