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Senza te o con te...

autore
Luca Guazzoni
per Milannews.it
lunedì 5 novembre 2012, 10:00Primo Piano
autore Luca Guazzoni
05.11.2012 10:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Nella larga vittoria contro il Chievo è mancato un solo nome. Quello di Pato. Con la gara in controllo Massimiliano Allegri non ne ha voluto sentire nemmeno parlare: dentro Boateng per riassaporare il campo e dare un segnale forte a chi parlava (e nemmeno a torto) di rottura tra il ghanese e la società; dentro De Jong per far rifiatare lo straripante Montolivo; dentro De Sciglio per far sentire che San Siro adora la sua faccia da bravo ragazzo, anche se stravolta dall'influenza. E Pato? A far la muffa in panchina.
Una semplice coincidenza? Pare strano. Eppure senza di lui in campo il Milan ha conquistato 6 punti in tre gare: i primi due con il Genoa quando il Papero è uscito sullo 0-0 e in un baleno il Diavolo ha bruciato con i carboni ardenti il cuore del Grifone, poi il punto di Palermo quando Pato è stato richiamato in panchina sotto di due reti per manifesta “ectoplasmaticità” e i rossoneri hanno trovato un’entusiasmante rimonta e infine i tre netti contro il Chievo.
Ora, recuperare Pato sarebbe un obbligo morale per tutti. Anche in ottica mercato.

Perchè i 4 milioni netti del Papero vanno in scadenza tra 19 mesi e bisogna capire se investire altre monete sonanti su di lui oppure lasciarlo andare senza rimpianti. Ma soprattutto perché si parla di un ex campione, un enfant prodige da 9 gol a 18 anni in un campionato come la Serie A.
Un obbligo, ma non una necessità. Non a tutti i costi. Perché prima di Pato viene il Milan, degente come il Papero in un letto di ospedale ma in via di guarigione, per lo meno apparente – i risultati sono arrivati contro tre squadre in rovina -. Lo dice la canzone, “senza te o con te la mia vita è difficile ma non è finita”. E così sarà l’avventura del Milan. Con o senza Pato.

per Milannews.it

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