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Da papero a fenice per rinascere insieme al Milan

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
martedì 6 novembre 2012, 14:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
06.11.2012 14:00Primo Piano
Alberto Lingria/Photoviews
Alberto Lingria/Photoviews

In un Milan che sembra in crescita, finalmente convincente contro il Chievo, fra i numeri da capogiro di El Shaarawy, la solidità di Montolivo, i primi lampi di Bojan, il lavoro sporco ed i ritorno al gol di Pazzini e gli sprazzi di rinnovata grinta di Boateng, all’appello manca qualcuno di veramente importante.
Alexandre Pato con i veronesi non ha neanche visto il campo, lasciato in panchina a guardare i suoi trionfare sui gialloblu, per lasciare spazio al Pazzo, forse più utile per qualità fisiche contro le piccole, e, magari, a riposare in vista della Champions. La massima competizione europea è terreno fertile per la velocità del rapace verdeoro, l’allegra difesa del Malaga (molto meno dura e concreta delle linee arretrate imbottite di muscoli e tattica che vediamo nel nostro campionato) potrebbe essere vittima sacrificale perfetta, preda corpulenta per le zanne del predatore d’area di rigore.
Il papero sembra essere in vantaggio per una maglia da titolare (ma mai dire mai con l’Allegri di questi tempi), nonostante l’ottima prova offerta da Pazzini nell’ultima gara. Sabato Adriano Galliani ci ha riferito di averlo visto meglio, più pimpante e sicuro di sé, di averlo visto scattare come una volta in allenamento.

Il nodo è proprio lì, le qualità di Pato non si discutono, piedi e tecnica sono da alieno vero e proprio, il fiuto del gol è da segugio della porta, ma quello che manca è la brillantezza, per lunghi tratti l’arma migliore del brasiliano.
Quelle gambe forti che hanno stregato Guardiola al Camp Nou un anno fa, infatti, hanno fatto troppo spesso crack negli ultimi due anni (sembra pleonastico ricordarlo, ma è un dato incontrovertibile), per questo la falcata del papero in questa stagione è sembrata piuttosto incerta. In un Milan che sembra essere cresciuto di colpo negli ultimi 150 minuti di gioco circa (dal secondo tempo di Palermo per intenderci), però, si spera che anche Alexandre Pato sappia ritrovare sicurezza insieme al suo diavolo, andando oltre i limiti psicologici di un passato fatto di lacrime e dolore e ritrovando quella brillantezza, quell’esplosività, quella velocità che l’hanno reso grande. Il brasiliano cerca la rinascita, una seconda vita da iniziare insieme al suo Milan, a partire da stasera, in quella che potrebbe essere la sfida decisiva per il prosieguo del cammino in Champions, da papero a fenice il passo è breve, l’importante è che non sia incerto.

per Milannews.it

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