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Il Conte Max complica il futuro del diavolo

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
lunedì 10 dicembre 2012, 10:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
10.12.2012 10:00Primo Piano
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Solo poche settimane fa, dopo la sconfitta con la Fiorentina, Massimiliano Allegri sembrava destinato a fare le valigie e salutare il Milan anzitempo. Poi i tanti impegni ravvicinati, l’impossibilità di trovare un’alternativa valida e la fiducia ribadita dalla dirigenza prima della svolta di Napoli. Il pari del San Paolo è stato il primo passo, seguito dalla qualificazione in Champions acquisita in Belgio e la vittoria contro la Juventus.
Da quel momento le prestazioni del Milan sono state caratterizzate da un netto crescendo, partita dopo partita, vittoria dopo vittoria sono arrivati punti, consapevolezza e fiducia nei propri mezzi. Da quell’intervallo contro i viola (in cui senza mezzi termini Allegri urlò ai suoi la sua rabbia, facendo presente loro che se avessero voluto farlo fuori avevano imboccato la strada giusta) e dalla riunione tecnica immediatamente successiva (in cui paventò alla squadra lo spauracchio della serie B visto l’andamento tenuto sino a quel momento) sembra essere passata un’eternità, eppure sono distanti meno di un mese.
Il clima è cambiato a Milanello, il presidente è tornato presente ed ha dato tutto il suo appoggio al tecnico, la squadra è tornata a correre e sudare con la voglia di cui si necessita per tornare in alto, Massimiliano Allegri è tornato sugli scudi.
Il diavolo oggi sembra avere un’anima, dopo tanti tentativi e molti errori, il Conte Max sembra aver trovato la quadratura del cerchio, ha dato una fisionomia tattica alla squadra, ha preso coscienza dei limiti della stessa e ha saputo utilizzare gli uomini giusti al momento giusto.

Nessuno può negare che il livornese abbia commesso diversi sbagli, nessuno vuole ritrattare le critiche, talvolta aspre, che ha riservato al tecnico rossonero, ma l’onestà intellettuale merita che si dia a Cesare quel che è di Cesare. Massimiliano Allegri ha saputo risolvere diversi rompicapo tattici e tecnici, ha saputo motivare alla maniera migliore alcuni uomini chiave (non è un caso se El Shaarawy lo ringrazi di continuo, non lo è neanche il fatto che gli svogliati Boateng, Nocerino e Robinho di inizio stagione siano tornati ad essere determinanti), è stato bravissimo, soprattutto, ad andare oltre le critiche, prendendo la croce sulle spalle senza mai appellarsi (come sarebbe stato più che legittimo) al disastro del mercato estivo rossonero.
Allegri ha abbassato la testa ed ha continuato a lavorare, senza alzare la voce davanti alle telecamere, senza smettere di difendere i suoi ragazzi, senza irritarsi per le voci di esonero che l’hanno circondato per settimane, aziendalista o professionale, Max l’acciuga ha tenuto botta alle critiche (quelle esterne e quelle interne) ed ha avuto ragione della crisi di inizio stagione. Non si può negare al tecnico del diavolo il riconoscimento di quanto fatto, non si possono negare i meriti che evidentemente ha in questo cambio di ritmo e mentalità del Milan.
Se un mese fa sembrava scontato che a fine stagione si cambiasse, con Berlusconi che continua a sognare Guardiola ed i media che continuano ad accostare Montella al diavolo, oggi la situazione è decisamente più complicata. Se il Milan dovesse continuare sulla falsa riga dell’ultimo mese (chiariamoci che non possiamo parlare di scudetto, ma magari di Champions sì), siamo proprio certi che si avrà il coraggio e, soprattutto, che sia corretto privarsi di Massimiliano Allegri?

per Milannews.it

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